Probabilmente non esiste una formula scientifica per stabilire quale sia il film horror più spaventoso di sempre, però ci sono degli “ingredienti” che in questo genere proprio non possono mancare e Focus.it ce lo spiega.
Ad avere un ruolo fondamentale sono senza dubbio le fobie personali. Basti pensare a pellicole come “Gli uccelli” di Hitchcock che potrebbero terrorizzare un ornitofobico, procurando soltanto una lieve inquietudine in chi non ha paura degli uccelli. Altrettanto rilevante è l’esposizione a scene di violenza, che oggi ci rende meno sensibili di una volta.
Un ingrediente fondamentale è certamente la sensazione di arousal, lo stato di eccitazione e attenzione attivato dallo stimolo audio-visivo. La paura, che di per sé non è piacevole, se non è eccessiva (tanto da sfociare nell’angoscia), lascia una piacevole eccitazione residua, legata al sollievo di trovarsi al sicuro. Sono queste sensazioni positive a fissarsi nella nostra memoria.
Secondo un’altra teoria a rendere ben riuscito un film horror è la capacità di ingannarci, portandoci prima fuori strada e giocando poi sull’effetto sorpresa. È proprio questo elemento, come ha dimostrato un esperimento su 110 volontari condotto in Danimarca, che riesce a mantenere un certo grado di attivazione, garantendo la massima efficacia dell’intrattenimento.
Una cosa, in generale, è certa. Uno dei motivi per cui amiamo i film horror è la loro capacità di distrarci dall’ansia che proviamo nella vita reale. Ma non neghiamolo: si tratta pur sempre di un tipo di visione alla quale preferiamo dedicarci quando siamo in compagnia.
(Fonte: focus.it)
