Il mistero che un anno fa ha costretto le autorità di Sydney a chiudere diverse spiagge ha finalmente una spiegazione scientifica e, purtroppo, poco rassicurante.
Quelle che i residenti hanno ribattezzato come “palline di cacca”, o più tecnicamente debris balls, non sono nate dal nulla: arrivano direttamente dalle profondità del sistema fognario di Malabar.
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L’origine del problema: il “fatberg”
La causa è un fatberg, ovvero un accumulo gigantesco e schifoso di oli da cucina, grassi, resti di sapone e feci. Come riportato dalle autorità locali, questo mix col tempo diventa solido come cemento.
Il problema sorge quando piove molto forte o salta la corrente: la pressione dell’acqua spacca questo ammasso e ne trascina i pezzi dritti nell’oceano, facendoli poi rotolare fino alle spiagge.
for those of you wondering… a heartwarming story of “fatberg balls” escaping from Sydaney’s sewerage treatment systems, being dumped into the ocean, and then washing up on those famous beaches!
they look a bit like dog chews…https://t.co/yPjJ6x9ODZ pic.twitter.com/fqPnFlTPJV
— Paul Smith (@pavsmith) January 19, 2026
Una pulizia da 3 miliardi per salvare il mare
La situazione è più grave di quanto sembri infatti, secondo un’inchiesta pubblicata dal The Guardian, sono già state tirate fuori dalle fogne ben 53 tonnellate di questa poltiglia.
Tuttavia, il nucleo più duro del fatberg è ancora incastrato a 300 metri dalla fine del tunnel sottomarino. I tecnici spiegano che è una zona quasi impossibile da raggiungere in sicurezza, accessibile solo quando la marea è bassissima.
Per evitare che il mare si riempia di nuovo di questi rifiuti, il governo del Nuovo Galles del Sud ha deciso di intervenire. È stato annunciato un investimento da 3 miliardi di dollari australiani per rifare e potenziare l’impianto di Malabar.
Ci vorranno dieci anni, ma è l’unico modo per gestire gli scarichi di due milioni di persone e proteggere finalmente le coste.
(Credits: X @pavsmith)
