Nel panorama dell’hip hop italiano Ernia è diventato negli ultimi anni una delle voci più riconoscibili e rispettate. Dietro il nome d’arte c’è Matteo Professione, 32 anni, cresciuto tra le strade del QT8 di Milano, quartiere popolare dove musica, ambizione e rivalsa sociale si intrecciano da sempre.
Oggi il suo percorso racconta una storia di crescita personale e artistica: 43 dischi di platino, 22 dischi d’oro e un nuovo tour nei palazzetti pronto a partire il 19 marzo con Solo per amore. Un viaggio musicale che arriva dopo il successo dell’album Per soldi e per amore, entrato tra i dischi più ascoltati del 2025.
Dalla Generazione 2016 alla maturità artistica
Ernia è uno dei protagonisti della cosiddetta Generazione 2016, il gruppo di artisti che ha portato la trap italiana ai vertici delle classifiche insieme a nomi come Ghali, Sfera Ebbasta, Tedua e Rkomi. Il suo esordio, però, non è stato semplice. Prima del successo, l’artista ha mosso i primi passi con i Troupe D’Elite, collettivo nato tra adolescenti pieni di entusiasmo ma spesso criticati per lo stile e l’immagine. Ripensando alla percezione del pubblico verso i rapper che crescono e cambiano nel tempo, Ernia in un’intervista a Esquire osserva: “Un po’ è nostalgia e un po’ c’è chi non accetta di crescere a sua volta“.
Il primo vero passo solista arriva nel 2017 con Come uccidere un usignolo, album ispirato al romanzo Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Un progetto personale e introspettivo che inizialmente passa quasi inosservato. Oggi, però, è considerato uno dei dischi più importanti della sua carriera. “Ancora oggi sui social molti mi ripetono che è il mio disco più bello. Intendiamoci, mi fa molto piacere che sia così apprezzato, ma mi chiedo dove fosse tutto questo apprezzamento all’epoca, quando suonavo davanti a trenta persone scarse“.
Riflessioni e critiche alla scena rap
Il nuovo album Per soldi e per amore affronta uno dei temi più universali dell’esistenza: il conflitto tra ambizione economica e legami affettivi. Ogni canzone diventa una sorta di lettera indirizzata a qualcuno: famiglia, amici o pubblico. Tra i brani più intimi ci sono Berlino, dedicata alla sorella fotografa, e Per i loro occhi, che racconta il rapporto con i genitori. “Non sono pentito di avere scritto quelle parole“.
Il disco contiene anche uno sguardo critico verso il mondo dell’hip hop contemporaneo. “C’è un problema di testosterone ipertrofico all’interno della scena attuale, i conflitti si risolvono in maniera muscolare. Eppure stiamo facendo tutti il lavoro che sognavamo, e il mercato discografico attuale ci permette di fare una vita più che dignitosa. Che senso ha litigare tra di noi per piccole rivalità?“.
Un nuovo equilibrio tra musica e paternità
Negli ultimi anni Ernia ha cambiato prospettiva: meno ossessione per le classifiche e più attenzione al rapporto con chi lo ascolta. “A me interessa soprattutto parlare a chi mi segue da sempre: vorrei consolidare ciò che già ho, non espandermi verso nuovi territori“.
La nascita della figlia Sveva, avuta con la creator digitale Valentina Cabassi, ha aggiunto un nuovo capitolo alla sua vita. Sulla paternità racconta: “è anche meglio di come l’avevo immaginata. L’unico fattore difficoltà è la sveglia all’alba, quando è già pronta ad esplorare il mondo.”
Oltre alla musica, il rapper coltiva altre passioni, come i viaggi in Africa e il racconto documentaristico. Tra concerti, nuovi progetti e orizzonti ancora da esplorare, Ernia continua a correre veloce, con lo sguardo rivolto sempre un po’ più avanti.
(Credits: Getty Images)
