C’è sempre qualcuno che sembra trovare parcheggio sempre, incontrare la persona giusta al momento giusto, essere nel posto giusto ogni volta che conta. E c’è qualcun altro che, per usare un termine tecnico, è uno iellato cronico. Destino? Caso? Magia? No. È psicologia.
Richard Wiseman e il fattore fortuna: dieci anni di ricerca
Lo psicologo britannico Richard Wiseman, professore all’Università dell’Hertfordshire, ha dedicato anni a una domanda che nessun altro scienziato aveva preso sul serio: la fortuna si può studiare? Ha reclutato centinaia di persone — chi si definiva fortunato, chi sfortunato — e le ha osservate, intervistate, sottoposte a test per anni.
Nel suo libro The Luck Factor, Wiseman conclude che fortuna e sfortuna non avrebbero nulla a che fare con il destino o le forze occulte. Il principale fattore sarebbe il diverso modo di pensare e agire delle persone.
La differenza tra fortunati e sfortunati: l’attenzione selettiva
Wiseman ha messo alla prova i suoi soggetti con un esperimento semplice quanto rivelatore. Ha consegnato loro un giornale chiedendo di contare le fotografie. Già alla seconda pagina c’era un annuncio enorme: “Smetti di contare: ci sono 43 fotografie”. Le persone che si definivano sfortunate lo ignoravano quasi sempre, erano troppo concentrate sul compito. Quelle fortunate lo notavano e si fermavano.
La differenza non era l’intelligenza. Secondo Wiseman, le persone che si considerano fortunate tendono ad essere più rilassate, aperte alle opportunità e meno focalizzate esclusivamente sul compito.
La fortuna si può imparare: i quattro principi di Wiseman
La parte più sorprendente della ricerca è questa: Wiseman ha creato una Luck School, una serie di esercizi per modificare l’atteggiamento delle persone sfortunate. L’80% dei partecipanti ha riportato un miglioramento significativo nella propria vita entro un mese.
I quattro principi individuati dallo psicologo sono: massimizzare le opportunità casuali, ascoltare l’intuito, aspettarsi che le cose vadano bene e trasformare la sfortuna in fortuna cambiando prospettiva. Questo dimostra che fortunati non si nasce, si diventa.
