Vi ricordate di quando avete conosciuto quel tale con cui non avevate nessun contatto e poi, tornando a casa, Facebook ve l’ha suggerito tra le “Persone che potresti conoscere”? È una cosa che succede sempre più spesso. Quando abbiamo molti amici in comune con chi ci viene proposto non ci poniamo particolari problemi e pensiamo: “È normale che me l’abbia suggerito, frequentiamo gli stessi ambienti!” La verità è che a volte il social network ci propone persone che abbiamo effettivamente conosciuto, ma con cui non abbiamo nessun legame apparente nella vita virtuale. Ma allora come nascono questi collegamenti? I motivi, probabili ma da verificare, sono almeno quattro. Fate bene attenzione mentre li leggete, perché potreste impressionarvi nello scoprire quanto Facebook “controlli” le nostre vite.
Il primo fattore che regolerebbe l’algoritmo del social network (ossia l’insieme di regole che determinano cosa vediamo e cosa no) sono le nostre ricerche. Esempio: eravamo in un bar, torniamo a casa e cerchiamo la persona che abbiamo conosciuto in quel bar, per pura curiosità, senza aggiungerla ai contatti. Facebook la memorizza e poi ce la propone.
Il secondo fattore riguarda il GPS: con la geolocalizzazione perennemente attiva, la nostra posizione non è certo un segreto e le app del nostro smartphone hanno sempre la possibilità di registrare il luogo in cui ci troviamo. Quindi Facebook associa le persone che si sono trovate nei paraggi, magari sedute nello stesso bar, e le inserisce tra le “Persone che potresti conoscere”.
Gli ultimi fattori riguardano i dati che inseriamo nel nostro cellulare e nella mail. Facebook ha la possibilità di conoscerli e può utilizzarli per scoprire i contatti con cui comunichiamo di più: se non sono già all’interno del nostro network, quelle persone ci verranno suggerite presto come possibili amicizie.
Mark Zuckerberg è stato più volte interrogato sui mezzi che Facebook usa per mettere in contatto le persone, ed il giovane prodigio della tecnologia ha risposto in modo vago dicendo di non servirsi di questi strumenti per conoscere i propri utenti. Voi ci credete? Comunque la pensiate, siamo convinti che non basterà certo qualche dubbio algoritmico per farvi separare dalla sua piattaforma.
