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Fulminacci: “Perdere in finale al Festival? Ci rimarrei male”

Il cantautore romano racconta il ritorno sul palco, il nuovo album “Calcinacci” e la serata cover

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Per Fulminacci, 28 anni, il Festival di Sanremo non è solo un palco: è un ricordo di famiglia, di sere davanti alla televisione con i genitori e il fratello. “È un appuntamento che collego alla mia famiglia. Non c’è stata sera in cui con i miei genitori e mio fratello maggiore non si sia visto un film tutti insieme, tranne nella settimana del Festival” racconta Fulminacci in un’intervista al Corriere della Sera.

Il ritorno all’Ariston dopo 5 anni 

Dopo il debutto nel 2021 con Santa Marinella, il cantautore romano torna all’Ariston con Stupida sfortuna, un brano che mescola emozione e leggerezza, frutto di un percorso personale e musicale iniziato dopo la fine di una relazione di sette anni. Quella del 2021 non fu un’edizione semplice: “Quello senza pubblico… Sentivo la tensione perché quella te la danno le telecamere. Mancava però il calore, non potendo vedere reazioni sulle facce del pubblico non misuri la temperatura di ciò che stai facendo”.

 

Di cosa parla “Stupida sfortuna”

Stupida sfortuna, nata un anno e mezzo fa, è stata scritta con Golden Years e anticipa l’uscita del suo nuovo album Calcinacci, in programma il 13 marzo. Il titolo evoca macerie ma anche ricostruzione, e riflette il filo conduttore del disco: la solitudine, le piccole fortune nascoste e gli allineamenti casuali della vita. Il brano “ha tematiche relazionali e vagamente autobiografiche. Arriva dopo aver chiuso una relazione di 7 anni. A volte succede che certe cose capitino nel momento sbagliato e che la fine di una relazione possa essere imputata più che a motivi tangibili alla sfortuna, a un allineamento di circostanze”.

La cover con Francesca Fagnani

La serata delle cover vedrà Fulminacci esibirsi in Parole parole nella storica versione di Mina e Alberto Lupo, in coppia con Francesca Fagnani. Una scelta che unisce eleganza e popolarità senza rinunciare all’ironia: “Un attore avrebbe reso tutto serio mentre quella versione storica era piena di ironia. Francesca è un raro esempio di popolarità coniugata con l’eleganza, di dignità e mainstream. Quello che piace fare anche a me”.

 

La reazione se perdesse in finale 

Fulminacci non teme di mostrare il lato più umano del Festival: ansie, aspettative e fantasie sul possibile esito della gara convivono con la leggerezza del suo sguardo. “Ho pensato a quello che farei se perdessi in finale: vorrei portare un grembiule e togliermelo come a ‘Masterchef’. Oppure arrabbiarmi e fare quello che rosica. Credo non ci sia nulla di male a rimanerci male”.

 

(Credits: Instagram @fulminacci)

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