La Gen Z sta cambiando anche il modo di vivere i primi appuntamenti. Tra le tendenze più discusse c’è quella di uscire con persone che, almeno all’inizio, non sembrano il proprio tipo.
Non per prendere in giro qualcuno, ma per abbassare la pressione e capire cosa succede quando non si parte con aspettative altissime.
Perché è un approccio che funziona
Christina Psaras, 26 anni, di Chicago, ha raccontato al New York Post che frequentare molte persone, spesso conosciute sulle app, può portare a costruire idee troppo rigide, a volte utopistiche, sull’incontro perfetto. Per questo il cosiddetto appuntamento di prova può diventare un esercizio utile: “Andare a un ‘appuntamento di prova’ con qualcuno che non è proprio il tuo tipo ti aiuta a liberarti dalle aspettative irrealistiche per un appuntamento”.
Psaras ammette anche un altro aspetto: “Più sono attratta da qualcuno, più mi rendo conto che inizio a mentire”. Piccole bugie per fare colpo, come dire di aver visto film mai visti o minimizzare alcuni aspetti di sé. Insomma, si finisce per recitare una versione più “accettabile” della propria personalità.
Il dating è una pratica che richiede dei tentativi
Serena Kerrigan, 32 anni, creatrice di app di incontri a New York e autrice di Let’s F–king Date, approva questo approccio. Secondo lei, vedere una persona dal vivo è indispensabile: una foto non basta per capire se può nascere interesse.
Anche la psicologa clinica Debra Kissen, fondatrice dei Light On Anxiety Treatment Centers, vede una spiegazione psicologica: “Gli appuntamenti sono un’abilità sociale e, come ogni abilità, la fiducia in se stessi spesso cresce con la pratica”. A patto, ovviamente, di non trattare male nessuno e di non giocare con i sentimenti degli altri.
