Contrariamente al mito del giovane isolato davanti allo streaming, la Generazione Z sta guidando la rinascita delle sale cinematografiche.
Secondo un’ampia indagine condotta da Fandango su un campione di 7.000 individui, i nati tra il 1997 e il 2012 rappresentano oggi il segmento demografico più dinamico, con una spiccata preferenza per le esperienze premium.
Il primato dei giovani al cinema
L’87% della Gen Z ha frequentato il cinema nell’ultimo anno, superando i Millennial, la Gen X e i Babyboomer.
Anche la frequenza è maggiore: i più giovani registrano circa 7 ingressi annui, contro i 5,7 dei più anziani.
Sebbene l’affluenza globale sia ancora inferiore del 20% rispetto all’era pre-Covid, l’entusiasmo giovanile resta il motore trainante del settore.
Il cinema come rito collettivo
Il cambiamento non è solo numerico, ma culturale: se per i Millennial il cinema è evasione dal quotidiano, per la Gen Z è un atto sociale.
Come sottolineato da Jerramy Hainline di Fandango, i giovani cercano l’esperienza collettiva e l’incontro fuori casa. Al contrario, la Gen X appare più frenata dall’aumento dei prezzi e dalla qualità delle TV domestiche.
Paradossalmente, il principale ostacolo per tutte le età non è il disinteresse, ma la logistica: mancanza di tempo e difficoltà di coordinamento.
Le prospettive per il 2026 restano rosee, con il 76% degli spettatori pronto a riempire le sale in estate per titoli come Toy Story 5, L’Odissea di Christopher Nolan, Spider-Man: Nuovo giorno o Il diavolo veste Prada 2.
