Nel mondo degli appuntamenti si sta facendo strada la “goblintimacy”, una tendenza che invita a mostrarsi per ciò che si è, senza l’obbligo di adeguarsi alle aspettative degli altri.
A spiegarlo a Vice è lo psicoterapeuta Nick Fager: “Applicata al mondo degli appuntamenti, la goblintimacy significa essenzialmente presentarsi al primo incontro nella loro versione completa, senza i filtri o le maschere che ci è sempre stato insegnato a indossare per renderci più attraenti agli occhi di un potenziale partner.”
Perché i giovani scelgono la goblintimacy negli appuntamenti
Spinta dal desiderio di autenticità delle nuove generazioni, spesso influenzate anche dai social, questa filosofia punta a valorizzare difetti, imperfezioni e lati meno costruiti della personalità. Fager ne riconosce il valore: “Come terapeuta, credo che l’intento della goblintimacy sia positivo, ovvero quello di portare maggiore autenticità negli appuntamenti e di limitare le finzioni in modo che ogni persona possa prendere una decisione consapevole sull’opportunità di proseguire o meno”.
L’esperto, però, invita anche alla cautela. Essere vulnerabili non significa scaricare sull’altra persona ansie, paure o insicurezze. La libertà di mostrarsi autentici, quindi, non dovrebbe trasformarsi in un peso emotivo per chi si ha davanti.
Mostrarsi davvero all’altro… ma senza esagerare
Una persona va scoperta poco alla volta, lasciando che il legame cresca con naturalezza. Il consiglio è semplice: vestirsi in modo spontaneo, comunicare con chiarezza eventuali preferenze e imparare a dare voce alle emozioni senza farle diventare il centro dell’incontro.
Come conclude Fager: “Un ultimo modo per mostrarsi più autentici agli appuntamenti è dare voce alle proprie emozioni durante la serata, senza però focalizzarsi eccessivamente su di esse o riversare i propri sentimenti sull’altra persona”.
