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«Grazie di avermi copiata!»: la stoccata di Amanda Lear a Miley Cyrus

L'artista lancia l'accusa di plagio con la sua solita ironia, scatenando la reazione dei fan sul web

21 Settembre 2026

di Andrea Benatti

Al centro dei riflettori nuovamente Amanda Lear: dopo le critiche rivolte a Madonna lo scorso aprile – «Mi dicevo che non era un granché: una brava showgirl, ma non una brava cantante» – l’iconica cantante francese questa volta se la prende con Miley Cyrus, e nello specifico contro il nuovo progetto discografico della pop star americana, Redlights.

Secondo la musa di Salvador Dalì le sonorità hanno immediatamente richiamato alla memoria le note di The Sphinx, celebre successo dell’artista del 1978; la spiccata affinità tra le due tracce non è sfuggita nemmeno agli ascoltatori e la stessa Amanda Lear ha scelto di intervenire con le sua inconfondibile dose di sarcasmo.

Attraverso un messaggio diretto alla collega statunitense pubblicato sui propri canali social, ha così commentato: «Grazie Miley per aver copiato la mia canzone, sono lusingata». Più che un vero e proprio attacco legale o una querelle mediatica, la dichiarazione ha tutto il sapore di una battura provocatoria: l’artista si dice infatti piacevolmente colpita dal fatto che una star di calibro globale si sia ispirata, consapevolmente o meno, a un suo pezzo storico.

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Rilanciato da questa curiosa vicenda, The Sphinx torna così a far parlare di sé a distanza di quasi mezzo secolo dalla sua uscita: pubblicata sul finire degli anni Settanta, la canzone rappresenta uno dei capisaldi della disco music europea e ha contribuito in modo determinante a consacrare l’inconfondibile figura della Lear nell’immaginario collettivo.

Oggi quel sound rétro ritrova linfa grazie al nuovo percorso di Miley Cyrus, le cui ultime produzioni attingono a piene mani dalle atmosfere dance del passato per riproporle in una veste decisamente attuale.

Redlights è inserita all’interno di Bass Persuades, il nuovo capitolo discografico della cantante americana che segue il precedente Something Beautiful: l‘opera si muove tra pop, elettronica e sfumature disco, affiancando al singolo in questione tracce come la title track Bass Persuades, Different Religion, Let’s Get Married, Orbit, Aftermath, Neon Signs, Innocent Ways e Snow, a testimonianza della continua evoluzione stilistica dell’eclettica performer.

L’episodio finisce così per creare un inaspettato ponte tra due epoche e due figure iconiche della musica internazionale: da un lato Amanda Lear, colonna portante della dance anni Settanta, dall’altro Miley Cyrus, regina del pop contemporaneo.

Un corto circuito mediatico che dimostra quanto certi riferimenti musicali riescano a superare la prova del tempo, offrendo alla Lear l’ennesima occasione per confermarsi maestra di ironia e comunicazione.

Fonte: Spyit.it

Youtube.com

IG: amanda.lear