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“Humblebrag”, perché la falsa modestia ci rende meno simpatici

Lamentarsi per mettere in mostra i propri successi può ottenere l'effetto opposto a quello desiderato

Lamentarsi perché si possiedono troppe auto di lusso o perché il Wi-Fi nel backstage di un evento esclusivo non funziona: a volte, dietro una lamentela apparentemente innocente, si nasconde un modo per mettere in mostra i propri successi.

Questo comportamento ha un nome preciso: Humblebrag, un termine coniato dal comico Harris Wittels per descrivere la falsa modestia, ovvero l’abitudine di mascherare un vanto dietro una lamentela o un atteggiamento umile.

 

La falsa modestia ottiene l’effetto contrario

Chi ricorre all’humblebrag cerca spesso di condividere un traguardo senza sembrare arrogante. Tuttavia, quando gli altri percepiscono il tentativo di nascondere un vanto, possono interpretarlo come un comportamento poco sincero.

Secondo la psicologa clinica Mariana Plata, alla base di questa abitudine può esserci anche la paura del giudizio altrui: “Ci vantiamo con falsa modestia per evitare quella spiacevole sensazione che ci opprime”, spiega l’esperta.

Il problema, quindi, non è necessariamente il desiderio di condividere una soddisfazione, ma il modo in cui si sceglie di comunicarla.

 

È meglio essere orgogliosi dei propri successi

La soluzione non è rinunciare a raccontare i propri traguardi, ma farlo con naturalezza, senza fingere che rappresentino un problema.

Essere fieri di un risultato non significa necessariamente sentirsi superiori agli altri. Si può condividere una bella notizia, riconoscendo il lavoro necessario per raggiungerla, senza trasformarla in una competizione.

In fondo, l’autenticità conta più della falsa umiltà: se qualcosa ci rende felici, non serve inventarsi una lamentela per poterlo raccontare.

 

(Immagini generate con IA)

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