Quando si tradisce il partner, è sempre giusto confessarlo? La risposta più immediata sembrerebbe essere “sì”, ma le opinioni continuano a dividere. Come ha spiegato la dottoressa Madeleine Roantree a Metro, la questione diventa infatti estremamente complessa quando entrano in gioco sentimenti, aspettative e delusioni.
Quando il silenzio può sembrare la soluzione migliore
Roantree afferma: “In linea di principio, tutti concordano sul fatto che l’inganno sia una cosa negativa. Il punto su cui non siamo d’accordo è se l’omissione di un evento risolto e non ricorrente possa essere considerata a tutti gli effetti un inganno.”
La risposta dipende inevitabilmente da diversi fattori. Secondo l’esperta, però, di fronte a un episodio isolato e ormai concluso, la cui rivelazione rischierebbe di avere conseguenze distruttive sul futuro della coppia, la scelta migliore potrebbe essere il silenzio.
Il dibattito si fa tuttavia acceso tra gli utenti online, come riporta la stessa testata. La maggioranza sembra infatti schierarsi sul fronte opposto. Per molti, rimandare la verità serve soltanto ad amplificare i danni nel tempo, rendendo una menzogna taciuta a lungo ancora più dolorosa di una sofferenza immediata.
Perché nascondere la verità può peggiorare tutto
Nascondere la verità con il pretesto di proteggere l’altro significa, di fatto, privarlo della propria libertà di scelta: la possibilità di decidere autonomamente se proseguire o meno la relazione.
Un rapporto fondato su una menzogna, sia essa esplicita oppure semplicemente omessa, smette così di essere la relazione sincera che il partner tradito credeva di vivere e che avrebbe desiderato.
