A Verissimo, Ibiza Altea ha scelto di riaprire una ferita che il tempo non ha mai davvero chiuso: la perdita di Davide Pilotto, padre di suo figlio. La modella e influencer, oggi 26enne, ha parlato con una lucidità fragile, raccontando un amore nato in giovane età e interrotto bruscamente nel 2020, quando un incidente stradale ha strappato via l’uomo con cui aveva costruito i suoi primi passi da adulta e madre. Nel suo racconto emerge un filo emotivo che non si spezza. Ibiza Altea non descrive Davide come un ricordo lontano, ma come una presenza che continua ad abitare la sua quotidianità.
La maternità come resistenza quotidiana
La maternità, arrivata quando aveva appena 20 anni, ha cambiato tutto, trasformando il dolore in responsabilità e la nostalgia in un legame che passa anche attraverso il loro bambino. “Quando è nato ero una bambina, avevo 20 anni, ed è lui che mi sprona ad essere così, ad essere una donna. Anche Davide era giovanissimo e bellissimo”.
Oggi la sua vita ruota attorno al piccolo Angel Gabriel, cresciuto senza il padre ma accompagnato da una narrazione familiare che ne mantiene viva la figura. Ibiza parla di sé come di una madre che ha dovuto imparare a reggere il peso dell’assenza, scegliendo di proteggere il figlio dal dolore senza cancellare la memoria del padre. “Lui parla con le stelle, a volte prende il suo angiolino. Sa che un papà ce l’ha anche se non è qui con noi”.
Il ricordo di Davide Pilotto
Quando in studio scorrono le immagini di Davide, il racconto si fa più intimo e diretto. Ibiza Altea lascia emergere ciò che spesso resta invisibile: un dialogo interiore che continua oltre la perdita. “Faccio fatica a parlarne al passato, per me è presente comunque, magari non in forma in carne e ossa ma è qua, lo sento, ci parlo, lo vedo. E anche mio figlio fa lo stesso. Ero molto innamorata e lo sono ancora. È stato il mio primo amore, la persona con cui ho fatto le mie prime follie, compreso nostro figlio”.
Un passato che resta presente
Nel suo racconto, il tempo non segue una linea netta tra prima e dopo. Il passato si intreccia con il presente, soprattutto nella costruzione dell’identità del figlio, che cresce con la consapevolezza di un padre assente ma mai cancellato. “È per lui che ho deciso di mettere da parte il dolore, che c’era ed era tanto. Mio figlio si merita il sorriso, la leggerezza. Non volevo trasmettergli la mia sofferenza e fargli pesare la situazione e anche se a volte devo partire per lavoro cerco sempre di stare il più possibile con lui”.
(Credits: Mediaset Infinity)
