Ogni undici anni circa, il Sole cambia letteralmente segno magnetico. Nel ciclo solare 25, il polo sud ha completato l’inversione nell’ottobre 2024 e quello nord nel novembre successivo. Un fenomeno impressionante, ma del tutto naturale: non è il segnale di una catastrofe imminente per la Terra.
A riportare l’attenzione sull’evento è Stars Insider. Uno studio pubblicato nel 2026 su Solar Physics, basato sui dati del satellite Hinode, ha ricostruito i tempi dell’inversione dei poli magnetici del Sole, mostrando anche che nord e sud non cambiano polarità necessariamente nello stesso momento.
Perché il campo magnetico del Sole si inverte
L’inversione è legata alla dinamo magnetica solare e avviene intorno alla fase di massima attività del ciclo. I campi dei poli si indeboliscono, passano vicino allo zero e poi si ricostruiscono con polarità opposta. Dopo circa altri undici anni torneranno nuovamente alla configurazione precedente: l’intero ciclo magnetico dura quindi circa 22 anni.
Durante il massimo solare aumentano anche macchie, brillamenti ed espulsioni di massa coronale. Ma l’inversione del Sole non provoca quella del campo magnetico terrestre.
Cosa può succedere ora alla Terra
Il ciclo 25 ha ormai superato il picco delle macchie solari ed è nella sua fase discendente, anche se eventi intensi possono continuare. Tempeste solari particolarmente forti possono interferire con satelliti, comunicazioni radio, navigazione e reti elettriche, oltre a produrre aurore visibili a latitudini insolite.
L’attenzione degli scienziati si sposta ora sul ciclo solare 26. Studi del 2026 hanno rilevato campi polari insolitamente deboli in questa fase, soprattutto a nord. Questo dato, però, non permette ancora di concludere che il prossimo ciclo sarà debole: l’intensità dei campi può cambiare sensibilmente prima del prossimo minimo solare.
(Immagini generate con IA)
