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Il cibo riscaldato è più buono? L’esperimento che svela la verità

Oltre alle reazioni chimiche negli ingredienti, esiste un fattore psicologico legato al tempo passato ai fornelli

Chiunque ha provato la sensazione di gustare un piatto il mattino seguente trovandolo persino più delizioso. Per verificare se si tratti di un mito o di una realtà, i ricercatori della Deakin University in Australia hanno organizzato un test di assaggio alla cieca coinvolgendo 65 partecipanti adulti. 

L’esperimento ha messo a confronto quattro ricette preparate al momento con le rispettive versioni cucinate il giorno prima e successivamente riscaldate.

 

Il test sul cibo riscaldato: la verità sulle lasagne

Nel corso del test, i partecipanti hanno espresso giudizi differenti sulle varie pietanze. Per quanto riguarda la classica lasagna al ragù, i risultati sono stati del tutto neutri, dimostrando che l’effetto del riposo varia molto da una ricetta all’altra.

Come dichiarato a New Scientist dall’autore principale dello studio, Russell Keast: “Una sera ordini un cibo da asporto, poi mangi gli avanzi a colazione la mattina dopo e, in qualche modo, ti sembra ancora più buono”.

 

Perché cambiano i sapori

Secondo gli esperti di settore citati da Daily Meal, il tempo permette alle spezie e ai condimenti di amalgamarsi, rendendo l’insieme più armonioso. 

Tuttavia, la reazione dei grassi con l’ossigeno durante la conservazione in frigorifero può alterare il gusto della carne. Oltre ai fattori chimici e alla trasformazione degli amidi nei primi piatti, esiste anche una componente psicologica: la stanchezza del cuoco che, dopo aver cucinato a lungo, riesce ad apprezzare meglio i sapori a distanza di tempo.

 

(Immagini generate con IA)

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