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Il Diavolo veste Prada: Emily esiste davvero ed era Leslie Fremar

La donna dietro Emily finalmente esce allo scoperto e racconta i retroscena dietro uno dei personaggi più amati del film

A distanza di anni dall’uscita di Il Diavolo veste Prada e mentre il sequel arriva nelle sale, emerge un dettaglio che rende ancora più affascinante il culto attorno al film: la vera Emily esiste davvero. E no, non è un modo di dire. La celebrity stylist Leslie Fremar, storica collaboratrice del mondo fashion americano, ha raccontato durante il podcast The RunThrough di essere stata l’ispirazione diretta del personaggio interpretato da Emily Blunt.

Una rivelazione che aggiunge nuovi retroscena alla storia nata dal romanzo di Lauren Weisberger, ex assistente di Vogue durante l’era di Anna Wintour. “Lo so. Sono Emily”. Con questa frase, Fremar ha confermato quello che per anni è rimasto solo un sospetto tra i fan del film. La stylist lavorava accanto a Weisberger quando la futura scrittrice era assistant junior nel celebre magazine di moda. Un rapporto professionale intenso, evidentemente abbastanza da finire nero su bianco nel bestseller che avrebbe poi ispirato il film con Meryl Streep e Anne Hathaway.

La frase cult nata nella redazione di Vogue

Tra le confessioni più sorprendenti c’è quella legata a una delle battute più celebri del personaggio di Emily. Leslie Fremar ha infatti spiegato che una frase diventata iconica nel film sarebbe nata direttamente da lei. “Ho detto a Lauren che un milione di ragazze avrebbero ucciso per avere quel lavoro. Quella battuta è decisamente mia perché ci credevo davvero, e sapevo che non era detto che lei volesse essere lì”.

Dietro quella frase tagliente, quindi, non c’era soltanto sceneggiatura, ma anche la pressione reale che si respirava negli uffici di Vogue. Fremar ha ammesso di aver vissuto quel periodo con forte tensione professionale. Secondo la stylist, la pubblicazione del romanzo fu vissuta quasi come un tradimento personale. Non tanto per la finzione narrativa, quanto perché molti episodi raccontati nel libro derivavano da esperienze realmente vissute insieme.

 

Il confronto con Anna Wintour e l’incontro con Emily Blunt

Dopo l’uscita del romanzo, Leslie Fremar venne convocata direttamente da Anna Wintour. Un momento che ricorda ancora con un certo timore. “Ero terrorizzata. Mi ha chiesto: ‘Chi è Lauren Weisberger?’. E io le ho risposto: ‘Era la tua assistente junior’. E lei ha risposto: ‘Beh, ha scritto un libro su di noi, e tu sei peggio di me‘. Avrei voluto farle altre domande, ma non si possono fargliene così tante”.

Il rapporto tra Fremar e Weisberger, da allora, si sarebbe completamente interrotto. Diversa invece la reazione avuta quando la stylist incontrò Emily Blunt durante un evento. “Le ho detto ‘Voglio solo che tu lo sappia, io sono Emily’. Se devo essere onesta, non era particolarmente interessata. Ho pensato che ci sarebbe stata chissà quale reazione, invece è stato ‘Oh, okay’”. Un finale quasi ironico per una storia che, tra moda, cinema e realtà, continua ancora oggi ad alimentare il mito di Il Diavolo veste Prada.

 

(Credits: You Tube @20thCenturyIT)

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