Nonostante l’Australian Open 2026 sia finito e le foto di Carlos Alcaraz che festeggia con la coppa fanno il giro del mondo, nel cuore di ogni tifoso italiano, resta il pensiero fisso della semifinale persa da Jannik Sinner contro Novak Djokovic.
Il capitano dell’Italia di Coppa Davis, Filippo Volandri, con la sincerità di chi conosce bene il ragazzo, ha ammesso nell’intervista di Supertennis: “Sinner ancora non ha un numero abbastanza alto di partite che gli possano permettere di dire: “Adesso arrivo lì e gestisco questa situazione, perché so che ho margine”. Sa quando andare in una sorta di risparmio e ciò lo ha dimostrato negli ultimi tornei indoor della scorsa stagione, dove fisicamente aveva un livello energetico bassissimo”.
Match oltre le 4 ore: perché Sinner perde sempre
Ed in effetti, le statistiche pubblicate da La Gazzetta dello Sport confermano questa teoria: su 17 match finiti al set decisivo, Sinner ha ottenuto solo 6 vittorie a fronte di 11 sconfitte. Ancora più critico il dato sul tempo: Jannik ha perso tutte le 8 partite durate sopra le 4 ore di gioco.
Se guardiamo indietro, scopriamo un dato sorprendente: l’ultimo incontro più lungo che l’azzurro ha vinto risale ormai agli Us Open 2022 contro Ilya Ivashka. Da allora, il cronometro sembra essere diventata una maledizione. La recente sconfitta con Djokovic è una conferma di quanto raccontato dalle statistiche.
Sinner quinto set: i numeri che preoccupano dopo Australian Open 2026
Secondo Volandri, il vero punto debole per Jannik resta il quinto set: “Secondo me ancora non si conosce così al meglio quando arriva al quarto o al quinto set: quindi non sa bene ancora come gestirsi”.
Il miglior quinto set giocato da Jannik fu quello contro Medvedev agli Australian Open del 2024, in cui vinse il suo primo titolo Slam.
Tuttavia, come visto dalle ultime partite, come quella ai Roland Garros contro Carlos Alcaraz e a Wimbledon contro Medvedev, si tratta di un’eccezione.
E mentre l’azzurro riflette su come gestire le energie, il serbo Novak Djokovic ha lasciato intendere che il suo addio potrebbe essere vicino.
(Credits: Getty Images)
