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Il sesso dopo il Covid: per i giovani è tutto più complicato

Uno studio evidenzia: più pornografia (anche per le donne) e insicurezza

Uno studio condotto dalla Fondazione Foresta Onlus di Padova, ha preso in esame 5000 giovani maturandi proveniente da Puglia. Veneto e Campania, ponendo loro alcune domande sulla loro sessualità. Il primo dato che è emerge è la confusione: il 15% dei ragazzi e il 29% delle ragazze dichiara di non essere eterosessuale, un netto aumento rispetto agli anni precedenti. L’educazione sessuale avviene solo tramite internet con un aumento della pornografia, già da sempre compagnia di vita dei ragazzi maschi, ma adesso anche sfruttata dalle femmine; il 30% ne fa un uso regolare. 
Ossessionati dal sesso? Sì, ma solo quello virtuale: i giovani fanno più sexting e cybersex, con il rischio di aumento del cyberbullismo, ma del sesso reale neanche l’ombra. Quello è troppo complicato, i ragazzi, emerge dallo studio, sono più insicuri. 1 su 4 soffre di solitudine e non è soddisfatto della propria vita. In compenso è diminuito l’uso di alcolici e i ragazzi conducono uno stile di vita più sano con un’alimentazione più corretta. Sarà per questo che la vita sembra fare schifo? Scherzi a parte il lockdown ha complicato tutto, come commenta Carlo Foresta, direttore della Fondazione Foresta: “La pandemia ha cancellato una parte importante nella socialità dei ragazzi diventa più difficile conoscere i coetanei, innamorarsi e sperimentare la sessualità, che si è riversata quindi nell’unico strumento di socialità a loro disposizione: internet. La maggior solitudine che ne è derivata ha forse aperto nei giovani ampi spazi di auto-riflessione, portando a galla una maggior incertezza nel loro orientamento sessuale”.

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