Alle Olimpiadi si celebrano campioni, record e imprese sportive, ma a Cortina 2026 il protagonista più inatteso arriva da dietro le quinte. Mark Callan, 61 anni, scozzese di Glasgow, non lancia pietre né spazza il ghiaccio: lo prepara. Ed è proprio questo lavoro tecnico, rigoroso e invisibile che lo ha trasformato nel personaggio virale dei Giochi, ribattezzato online il water man del curling.
Il balletto tecnico che ha conquistato i social
Durante le pause tra una partita e l’altra, Callan entra in pista con zaino e spruzzatore, cammina all’indietro e distribuisce acqua sul ghiaccio con movimenti precisi. Un gesto professionale, standard per chi fa questo mestiere, ma che sui social è diventato spettacolo. I manager delle pagine olimpiche hanno montato il video sulle note di Michael Jackson, trasformando quella procedura tecnica in un apparente moonwalk. Da lì, oltre 100 mila like su Instagram e una popolarità che lui stesso non si aspettava.
Un mestiere chiave per il curling olimpico
Dietro l’ironia virale c’è però un ruolo centrale. Callan è considerato il miglior specialista al mondo nella preparazione del ghiaccio per il curling. Dal 2022 ricopre l’incarico di Development Officer and Head of Ice Services della federazione internazionale, ed è responsabile della qualità delle superfici di gara. Il suo compito è rendere il ghiaccio meno liscio e permettere uno scivolamento controllato delle stones, condizione essenziale per partite eque e spettacolari.
“If we didn’t sprinkle water on, the stone would stick.” 🥌
🧊 The process of preparing the Olympic curling ice is far more detailed than you may have imagined. Here’s ice technician Mark Callan to explain it.#Olympics #WinterOlympics @WorldCurling pic.twitter.com/3JI4sjpL90
— The Olympic Games (@Olympics) February 8, 2026
La fama improvvisa e il rapporto con l’Italia
Di diventare un volto social dopo dodici anni di palazzetti olimpici non era nei piani. “Non mi era mai successo di diventare così famoso on line, magari adesso deciderò di fare l’influencer”. scherza Callan in un’intervista a Repubblica, consapevole dell’imprevedibilità del web. L’Italia, però, non gli è affatto nuova: “Oh no no, ci sono stato tante, tantissime volte, mi piace l’Italia”. E su Cortina ribadisce: “Ci sono stato altre volte. Trovo che sia un posto bellissimo”.
It’s skill. It’s art. It’s how the ice is prepared for Olympic curling! 🎨🥌#Olympics #WinterOlympics pic.twitter.com/ICRlPeQnLn
— The Olympic Games (@Olympics) February 9, 2026
Nessun tifo, solo professionalità
Alla domanda su chi tifa, la risposta è netta e professionale. “In realtà per nessuna squadra. Non mi interessa, il mio lavoro è essere neutrale. E penso che vincerà la squadra migliore. Io mi siedo, mi godo le gare, e aspetto di vedere chi sarà a vincere”. La sua carriera olimpica parla chiaro: “Soci, poi Pyeongchang, poi Pechino e ora Cortina”. Un percorso lungo, fatto di ghiaccio, precisione e competenza. E così, mentre il pubblico guarda le partite, il web applaude chi rende possibile ogni singolo lancio.
(Credits: TikTok @olympics)
