Chi più chi meno, ha potuto testare in questo periodo di emergenza sanitaria lo smart working, ovvero lo svolgimento della propria attività lavorativa da casa. Il Covid-19 ha fatto apprezzare questa formula, che non tutte le aziende prima di adesso avevano preso in considerazione. Lo sanno bene i lavoratori della Nuova Zelanda che hanno espresso il loro favore verso questa forma di flessibilità.
Secondo una indagine dell’Università di Otago sulla popolazione in attività neozelandese, l’89% degli intervistati vorrebbe continuare a lavorare da casa anche dopo la fine del blocco. Il lavoro agile non è stato facile all’inizio, in molto si sono sentiti soli e rimpiangevano le giornate passate in ufficio. Ma piano piano tutti ci siamo abituati a questa modalità agile e vorremmo che continuasse ancora.
Da casa abbiamo più tempo per noi, siamo più produttivi, evitiamo di alzarci all’alba e di prendere 1000 mezzi di trasporto per arrivare al lavoro. Questi non sono dettagli per la soddisfazione dei lavoratori. Più carica e sprint, lo smart working ha rivoluzionato le regole prestabilite. E lo ha fatto in meglio.
La ricerca, inoltre, ha evidenziato come il 66% del campione si sia abituato abbastanza facilmente al telelavoro, e l’82% ha detto di avere le giuste risorse per svolgere la propria attività da remoto. Vedere i colleghi è importante, avere una vita sociale lavorativa altrettanto, confrontarsi, discutere, trovare nuove soluzioni e raggiungere insieme gli obiettivi di business. Ma lo smart working ha conquistato il cuore di molte persone, che oggi preferiscono continuare così e non recarsi in ufficio.
