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Jannik Sinner vince a Madrid: a 24 anni è vicino a vincere tutto

Cinque Masters 1000 consecutivi e una superiorità schiacciante: Sinner non lascia spazio agli avversari

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Nel tennis contemporaneo, raramente si assiste a una superiorità così netta come quella mostrata da Jannik Sinner nelle ultime settimane. La finale di Madrid Open è stata l’ennesima dimostrazione: una vittoria schiacciante contro Alexander Zverev, chiusa in meno di un’ora con un punteggio che non lascia interpretazioni.

 

Le parole dello stesso Zverev fotografano la situazione meglio di qualsiasi statistica: oggi battere Sinner sembra un’impresa fuori portata per quasi tutti. “È di gran lunga il migliore del mondo al momento. Non c’è chance per quasi nessuno di noi” ha affermato il tennista al termine del match. Una sensazione condivisa anche da molti altri protagonisti del circuito, consapevoli di trovarsi davanti a un giocatore in uno stato di forma difficilmente contrastabile.

 

I numeri e i record in serie

I risultati raccontano una storia ancora più impressionante. L’azzurro è diventato il primo tennista di sempre capace di vincere consecutivamente 5 tornei Master 1000 (Indian Wells Masters, Miami Open, Monte Carlo Masters e Madrid, dopo aver già trionfato a Parigi indoor a fine 2025). E ciò significa anche aver vinto tutti i primi 4 tornei della stagione.  Dati che, pur non essendo considerati tra i record più “classici”, descrivono perfettamente un’egemonia tecnica e mentale fuori scala. 

Il ranking ne è la naturale conseguenza: 14.350 punti ATP e un primo posto mondiale costruito con margine enorme sugli inseguitori. In stagione, dopo un avvio con due sconfitte, Sinner ha infilato 22 vittorie consecutive in appena 55 giorni, perdendo soltanto due set. Numeri che richiamano solamente quelli fatti registrare da Tadej Pogacar nel ciclismo.

 

L’unico rivale e il salto definitivo

In questo scenario, l’unico nome in grado di incrinare questa supremazia resta Carlos Alcaraz che però è fermo ai box a causa di un infortunio al polso e che comunque l’italiano aveva già battuto nettamente nella finale di Montecarlo. Il dato più sorprendente riguarda la continuità: nell’ultimo anno Sinner ha perso pochissime partite (appena 7), e in molti casi è arrivato comunque a un passo dalla vittoria o si è ritirato per problemi fisici. Questo evidenzia una solidità mentale e tattica che oggi rappresenta il suo vero punto di forza.

 

Tecnica, evoluzione e controllo totale del gioco

A fare la differenza non è solo il risultato, ma il modo in cui arriva. Sinner ha costruito un tennis completo: servizio e risposta tra i migliori del circuito, una velocità di palla devastante da fondo campo e un’evoluzione costante che include smorzate e discese a rete. Ma il vero salto di qualità è nella gestione del match: scelte tattiche precise e continuità mentale, elementi che gli permettono di controllare ogni scambio con una lucidità rara. Non è solo più forte, è anche più lucido degli altri nei momenti chiave.

 

L’obiettivo storico a un passo

Con 28 titoli ATP in carriera (due più di Alcaraz) Sinner ha ormai conquistato quasi tutto ciò che conta nel circuito. Restano due tasselli fondamentali: gli Internazionali d’Italia (l’unico Master 1000 che gli manca) e il grande appuntamento di Parigi. Se riuscisse a completare anche questi obiettivi, l’azzurro potrebbe davvero “completare il tennis” prima dei 25 anni, vincendo tutti i principali trofei disponibili. Un traguardo che trasformerebbe il suo dominio attuale in qualcosa di storico, destinato a ridefinire gli equilibri del tennis mondiale.

 

 

(Credits: Getty Images)

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