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Jim Carrey irriconoscibile ai Premi César, la teoria: “È un clone”

Per un artista che ha fatto della metamorfosi la propria cifra stilistica, anche questa è una forma di spettacolo

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Alla 51ª edizione dei Premi César, andata in scena a Parigi il 26 febbraio, Jim Carrey è salito sul palco per ricevere un premio alla carriera che celebra oltre trent’anni di cinema tra comicità esplosiva e ruoli drammatici. L’accoglienza è stata calorosa, una lunga standing ovation che ha riempito la sala e riportato sotto i riflettori un artista che negli ultimi anni ha scelto apparizioni pubbliche più rare.

Accanto a lui, a consegnargli il riconoscimento, il regista Michel Gondry, con cui Carrey ha firmato uno dei titoli più amati della sua carriera, Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Un ritorno simbolico a quel cinema capace di fondere ironia e malinconia.

Il discorso in francese

A sorprendere il pubblico non è stato solo il premio, ma la scelta dell’attore di parlare in francese, lingua che sta studiando. Un gesto che ha aggiunto un tocco personale alla serata, trasformando il momento istituzionale in qualcosa di più intimo. Carrey ha ringraziato con voce incrinata la figlia Jane, il nipote Jackson, la compagna Min-Ah e soprattutto il padre Percy Joseph Carrey, definito “l’uomo più divertente che abbia mai conosciuto”. Eppure, mentre in sala si celebrava la sua carriera, fuori dal teatro si accendeva un’altra narrazione.

 

La teoria del “clone”

Nel giro di poche ore, sui social è infatti esplosa una teoria complottista: l’uomo sul palco non sarebbe stato il vero Jim Carrey, ma un sosia o addirittura un clone. A innescare le congetture, secondo alcuni utenti, sarebbero state differenze nel volto rispetto al passato, in particolare il presunto cambiamento nel colore degli occhi ritenuto “troppo chiaro” rispetto a vecchie immagini e nei tratti del viso. Capelli più lunghi e scuri, pelle levigata, lineamenti diversi rispetto al passato: la rete ha costruito un caso partendo da dettagli minimi.

 

L’ipotesi Alexis Stone: trasformazione o provocazione?

A far impazzire ancora di più i social è spuntato anche il nome di Alexis Stone, artista famoso per le sue trasformazioni “da celebrità”. Su Instagram ha scritto: “Alexis Stone as Jim Carrey in Paris”, pubblicando foto di Carrey ai César e l’immagine di una maschera con denti e parrucca scura, simile al look dell’attore.

Il web si è diviso: c’è chi ci ha creduto subito e chi parla di bluff, anche perché Stone di solito pubblica un video completo dopo ogni metamorfosi e, per ora, non è arrivato. In più, Carrey sul palco ha parlato in francese e ha sfoderato le sue tipiche espressioni facciali, dettagli difficili da “recitare” con una protesi.

 

Il tempo, grande trasformista

La spiegazione più lineare resta la meno sensazionale: il tempo modifica i lineamenti, l’espressione, la postura. Carrey ha 64 anni e una carriera intensa alle spalle; è plausibile che il suo aspetto sia cambiato. Eventuali interventi estetici, luci di scena o semplicemente l’invecchiamento possono alterare la percezione rispetto ai ricordi cristallizzati nei film degli anni Novanta e Duemila. Intanto Carrey guarda avanti. Dopo aver più volte parlato di ritiro, l’attore non ha escluso nuovi progetti cinematografici, lasciando intendere che la sua parabola artistica non è ancora conclusa.

 

(Credits: Getty Images)

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