Alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, dove ha l’opportunità straordinaria di conquistare matematicamente il suo primo titolo iridato, il ventenne bolognese Kimi Antonelli si trova a un passo dal diventare il più giovane campione del mondo nella storia della categoria. Con un vantaggio monumentale di 102 punti in classifica sul compagno di squadra George Russell, il talento della Mercedes gestisce la pressione della pista rifugiandosi in una routine quotidiana insospettabile: andare a lavare la sua Mercedes-AMG GT63.
Prima di ogni fine settimana di gara, infatti, il leader del Mondiale non delega alcun compito e non si affida agli impianti automatizzati, preferendo impugnare personalmente spugna e lancia dell’acqua. “Vado all’autolavaggio. Non uso mai quello automatico, preferisco lavare la macchina a mano, personalmente”, ha raccontato durante un incontro con alcuni media alla vigilia della trasferta americana. Vederlo all’opera tra i getti d’acqua scatena inevitabilmente l’incredulità degli altri automobilisti presenti. “La gente è sempre sorpresa. Mi dicono: ‘Oh, non avrei mai pensato di trovarti qui’”, ha spiegato il pilota, sottolineando come per lui sia ormai un appuntamento fisso e irrinunciabile.
La vita semplice di Kimi Antonelli: perché ha scelto San Marino
Lontano dai circuiti internazionali e dai riflettori della Formula 1, Kimi Antonelli cerca in tutti i modi di preservare una dimensione fatta di normalità e semplicità. La scelta di vivere a San Marino risponde proprio a questa esigenza di quiete grazie alla scala ridotta del territorio, dove tutti si conoscono e lui può permettersi di fare la spesa, frequentare il cinema, uscire con gli amici o giocare a bowling senza essere assediato costantemente. Anche la cura maniacale della propria vettura rientra in questa bolla di serenità.
Quando gli è stato domandato se cronometrasse il tempo impiegato per completare le operazioni di pulizia, la sua reazione è stata di totale distacco dai ritmi frenetici del cronometro sportivo. “No, no, no”, ha risposto ridendo, evidenziando come l’asciugatura della carrozzeria e la pulizia accurata dell’abitacolo richiedano tutto il tempo necessario affinché il lavoro risulti perfetto.
Tra superstizioni giovanili e la tensione per il titolo mondiale
Le abitudini insolite del pilota non nascono oggi, affondando le radici in una consolidata scaramanzia. Già nel 2022, all’età di sedici anni, Kimi Antonelli confessava le sue rigide superstizioni pre-gara, che spaziavano dall’ordine rigoroso nel vestirsi all’abitudine di salire e scendere dalla monoposto esclusivamente dal lato sinistro, senza dimenticare la superstizione di usare sempre i medesimi guanti per l’intera stagione.
Tuttavia, il rito dell’autolavaggio non viene vissuto come un amuleto porta-fortuna, bensì come un momento di distacco mentale utile per staccare la spina dalla pressione del campionato e non pensare continuamente alla classifica. Adesso, con il Gran Premio di Austin alle porte e il traguardo storico del titolo a un passo, la sua priorità resta duplice: mantenere la concentrazione in pista e assicurarsi che la sua GT63 sia perfettamente lucida prima di accendere i motori.
(Credits: Getty Images)
