TUTTO NEWS
La scienziata della NASA che sostiene di essere morta… tre volte
Una ricercatrice spiega perché, secondo la sua esperienza, la coscienza non si spegne con il corpo
7 Maggio 2026
C’è chi studia l’universo dai telescopi e chi, come una scienziata con un passato nella Marina USA e alla NASA, sostiene di averlo esplorato oltre il confine della vita. Per Ingrid Honkala, la morte non è un mistero teorico: afferma di averla vissuta tre volte, iniziando a soli due anni, quando rischiò di annegare in una cisterna.
Il primo incontro con l’ignoto
In quel momento, sua madre tornò a casa dal lavoro senza un motivo preciso, riuscendo a salvarla. Come raccontato a Jam Press, la scienziata ricorda bene quella sensazione di distacco: “Ricordo di averla riconosciuta e di aver pensato ‘quella è mia madre’”.
Nonostante fosse piccolissima, avvertì un legame fortissimo: “In quel momento, sembrava esserci una forma di comunicazione tra noi, non attraverso le parole, ma attraverso la consapevolezza”.
Una nuova prospettiva tra scienza e spiritualità
Le altre due esperienze sono arrivate a 25 anni, dopo un incidente in moto, e a 52, durante un intervento chirurgico.
Ogni volta, la paura spariva per lasciare spazio a qualcosa di nuovo. “Era come entrare in uno strato più profondo della realtà che esiste al di là dei nostri sensi fisici”, ha spiegato. “In quello stato, la coscienza appariva vasta, intelligente e interconnessa”.
Oggi, la scienziata non vede alcuna contraddizione tra i suoi studi e queste visioni. “Volevo comprendere la natura della realtà attraverso l’osservazione e la ricerca”, ha dichiarato, convinta che “Scienza e spiritualità non sono necessariamente in conflitto, ma potrebbero semplicemente esplorare lo stesso mistero da prospettive diverse”.
Per lei, la fine della vita è solo un passaggio: “La morte non si percepisce come la fine dell’esistenza”, ha concluso. “Si percepisce piuttosto come una transizione nel continuum della coscienza”.