C’è un tipo di stanchezza che non sai spiegare. Non hai corso una maratona, non hai lavorato fino a tardi, hai solo parlato con un amico. Eppure riattacchi il telefono e senti che qualcosa ti ha prosciugato. Quella sensazione ha un nome, e la psicologia lo conosce bene.
Le amicizie da adulti sono già abbastanza complicate di default: lavoro, tempo, energie contate. Ma c’è un tipo di amicizia che non è solo faticosa: è tossica nel senso più letterale del termine. E il motivo, quasi sempre, è uno solo.
Non reciprocità: il killer silenzioso delle amicizie
Come riportato da Vice, Psychology Today lo chiama non reciprocità, quella dinamica in cui uno dà sempre e l’altro prende sempre. All’inizio sembra normale: tutti attraversiamo momenti in cui abbiamo bisogno di più supporto, e un buon amico c’è. Il problema è quando smette di essere un momento e diventa la regola fissa del rapporto.
Lo schema è sempre lo stesso. Ti scrive quando sta male, tu sei lì. Due settimane dopo, quando sei tu ad avere una brutta giornata, arrivano due parole di conforto e poi la conversazione torna su di lui. L’amico esiste, ma lo scambio va sempre in una direzione sola.
Uno studio del 2009 condotto nell’ambito del National Longitudinal Study of Adolescent Health ha dimostrato che le amicizie reciproche sono tra i principali indicatori di benessere sociale, più del numero di amici o della frequenza dei contatti. Quello che conta non è quanto spesso vi sentite, ma se entrambi uscite dall’interazione stando meglio.
Quando i confini esistono solo per uno dei due
C’è poi un secondo segnale, ancora più difficile da nominare perché si nasconde dietro parole che sembrano sane. I confini — termine ormai onnipresente nel linguaggio del benessere — diventano tossici nel momento in cui funzionano in una direzione sola.
Il copione è questo: quando lui è sopraffatto ha bisogno di spazio, e tu rispetti. Quando sei tu ad avere bisogno di distanza, si offende. Cancella piani all’ultimo minuto senza conseguenze, ma se lo fai tu diventa un problema. Le sue esigenze sono legge. Le tue sono negoziabili.
Uno studio del 2008 pubblicato sul Journal of Emotional Abuse chiama questo fenomeno boundary dissolution: il collasso dei limiti sani tra due persone che aumenta il rischio di danno emotivo. I confini esistono per proteggere entrambi quando tutelano solo uno, non sono più confini. Sono una gerarchia non dichiarata su chi conta di più nell’amicizia.
Se esci da ogni incontro sentendoti peggio di prima, ora hai la risposta.
