E il settimo giorno si riposò. Dovrebbero scriverlo sui cartelli stradali all’ingresso di Bolzano.
La città ha infatti scelto di dire basta all’apertura domenicale delle attività commerciali. Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio provinciale del capoluogo, il quale ha approvato una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive.
Non si tratta di una legge esecutiva, ma probabilmente dell’avvio di un percorso volto a prendere provvedimenti effettivi.
Andrea Pöder, della destra sudtirolese Bürger Union, ha presentato il documento dicendo:
“Ci teniamo a proteggere la nostra cultura. Noi siamo vicini all’Austria e al mondo tedesco: lì i negozi, di domenica, sono chiusi e vivono benissimo”.
Sono comunque previste delle eccezioni: le località turistiche, nelle domeniche che precedono il Natale, rientrano tra queste.
Effettivamente, facendoci un esame di coscienza potremmo evitare tranquillamente di affollare i centri commerciali proprio nei giorni festivi e trascorrere più tempo in famiglia.
Certo, molte persone devono lavorare obbligatoriamente durante i festivi per garantire i servizi necessari come ospedali e alberghi. Ma che dire dei commercianti?
“Dopo questa votazione unanime, nei prossimi mesi faremo un disegno di legge e vediamo che cosa farà lo Stato. Siamo pronti che la questione vada alla Corte Costituzionale, ma puntiamo che questa nostra volontà diventi una norma al più presto, già in questa legislatura” ha aggiunto Pöder.
Da qualche anno in Alto Adige esiste l’Alleanza per la domenica libera dal lavoro, composta dalla Diocesi di Bolzano-Bressanone, dai membri del Forum Cattolico (Associazioni cattoliche di lingua tedesca e ladina), dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali (Associazioni cattoliche e movimenti religiosi), Cgil-Agb, Uil-Sgk e Cisl-Sgb, il sindacato sudtirolese di lingua tedesca Asgb e dall’Unione commercio turismo (Hds-Unione), con la funzione di osservatorio.
Ma ci sono anche riferimenti molto antichi: l’Editto dell’Imperatore Costantino del 3 marzo 321, ad esempio, dice:
«si posero le basi giuridiche per la nascita della domenica libera dal lavoro».
In vista delle aperture di Natale, Capodanno ed Epifania il tema è più che mai delicato.
È notizia recente il rifiuto di tre commesse in Trentino, che avevano detto “no” al lavoro domenicale, vincendo dopo il primo grado anche in appello.
Questa la risposta del giudice del Tribunale di Rovereto:
«la legge riconosce al lavoratore il diritto ad astenersi dal lavoro in occasione delle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili o religiose».
Voi che ne pensate? Abbiamo così tanto bisogno di comprare vestiti e scarpe proprio nei week end?
