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“L’altro giorno”, ma quando? La frase che divide il web

Per alcuni significa ieri, per altri anche anni fa. Un dibattito riaccende la curiosità: ecco cosa c'entra la nostra memoria

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Esiste una macchina del tempo che si attiva con una frase: “l’altro giorno”. Tu pensi a ieri, chi racconta sta già tornando indietro di qualche anno. E tutto senza accorgersene. Perché “l’altro giorno” sembra un riferimento chiarissimo, finché non provi a chiedere una data precisa. A quel punto, tra ieri e il passato remoto, può succedere di tutto.

 

“L’altro giorno”: cosa significa davvero?

La discussione è nata su Reddit, nella community britannica r/AskUK, dove si parlava dell’espressione inglese the other day. Come racconta VICE, c’è chi mette il limite a una settimana e chi la usa con molta più libertà. Un utente racconta che suo padre dice “l’altro giorno” anche per fatti risalenti al 1994. Altro che ieri! E a pensarci, quante volte lo facciamo anche noi?

Il bello è che l’espressione non ha una scadenza universale. Serve a collocare un episodio in un passato vagamente recente, quando la data precisa non aggiunge nulla al racconto. E anche tra amici la percezione cambia: per qualcuno è martedì scorso, per qualcun altro l’estate passata.

 

Effetto telescopico: perché il passato sembra più vicino?

Secondo Luke Jones, studioso della percezione del tempo all’Università di Manchester, intervistato da Metro, ricordare esattamente quando è successo qualcosa non è sempre facile, soprattutto per gli episodi quotidiani.

C’entra anche l’effetto telescopico, un fenomeno della memoria per cui eventi lontani possono sembrarci più recenti di quanto siano. A volte succede il contrario: un ricordo recente ci appare più distante. Anche l’età potrebbe influire sulla nostra percezione del tempo, ma non esiste una regola uguale per tutti.

Quando la data conta davvero, come suggerisce la terapeuta Rebecca Mackillop a Metro, basta chiedere: “ma quando esattamente?”. Per il resto, possiamo concedere a quel “l’altro giorno” un po’ di elasticità. Soprattutto quando a raccontare è papà.

 

 

 

(Immagini generate con IA)

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