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Lasci il caricatore dello smartphone collegato alla presa? Ecco perché non dovresti farlo

Si danneggia il caricatore, il dispositivo, e ne risentono anche le nostre tasche. Parola di esperti.

8 Maggio 2017

Forse è la pigrizia o forse è la fretta a spingerci molto spesso a lasciare il caricabatterie del nostro smartphone attaccato alla presa (senza il telefono in carica). Un’abitudine questa che ci consente di guadagnare qualche secondo quando è il momento di mettere a caricare il nostro dispositivo ma che comporta delle conseguenze tutt’altro che positive, anche per le nostre tasche.

A darci un’idea della misura in cui questo piccolo vizietto incide sulle spese di casa è Kathryn Senior, del sito EnergySavingSecrets.co.uk. Secondo l’esperta, infatti, il caricatore dello smartphone consuma 0.25 watt. Il dato di per sé è molto basso, ma solo se preso singolarmente. Se, infatti, andiamo a considerare tutti gli altri dispositivi collegati, il valore si moltiplica. Ed effettivamente nella maggior parte delle nostre abitazioni è raro che ci sia solo uno smartphone da caricare quotidianamente; oltre ai telefoni degli altri membri della famiglia (e c’è chi ne ha due) bisogna considerare anche tablet, pc e altri dispositivi, dei quali lasciamo i rispettivi caricatori attaccati alla presa e che possono consumare anche più di quello di uno smartphone.

Ma parliamo di costi. Quanto potremmo risparmiare se staccassimo dalla presa i caricatori dello smartphone quando non sono utilizzati? Ben 40 euro l’anno, che non è poco.

E poi ci sono da considerare anche i danni che apportiamo al nostro caricatore. Se tenuto costantemente attaccato alla presa di corrente può surriscaldarsi e non funzionare più adeguatamente. La cosa peggiore però, è che anche lo smartphone può danneggiarsi a sua volta. In quel caso allora, il danno, in termini economici, diverrebbe ancora più consistente.