Le donne bionde fanno più carriera? La risposta è molto meno semplice di quanto sembri. Il colore dei capelli non determina talento, competenze o capacità di leadership. Eppure una ricerca di Jennifer Berdahl e Natalya Alonso ha rilevato un dato curioso: tra le figure analizzate, il 48% delle donne CEO delle società S&P 500 e il 35% delle senatrici statunitensi erano bionde.
Bionde e carriera: cosa ha trovato lo studio
Il lavoro, presentato nel 2016 all’Academy of Management, non sostiene che avere i capelli biondi renda più brave sul lavoro. L’ipotesi riguarda piuttosto gli stereotipi di genere e il modo in cui influenzano la percezione delle donne in posizioni di potere.
In un esperimento con circa 100 uomini, i partecipanti valutarono fotografie di donne bionde e brune in base a caratteristiche come competenza, attrattività e indipendenza. Le brune vennero percepite come più competenti e indipendenti. Ma quando alle immagini venivano associate affermazioni particolarmente autoritarie, le bionde tendevano a essere giudicate meno negativamente.
Leadership femminile e stereotipi: perché conta l’aspetto
Secondo Berdahl, i capelli biondi potrebbero funzionare come un segnale “disarmante”. Gli stereotipi tendono infatti ad associare le bionde a un’immagine più giovane, accomodante e meno minacciosa. Questo potrebbe rendere più accettabile vedere una donna assumere comportamenti forti e decisionali.
Il fenomeno si collega al doppio standard della leadership femminile: alle donne viene chiesto di essere autorevoli, ma possono essere penalizzate quando vengono percepite come troppo dominanti.
Quindi no, una tinta bionda non garantisce una promozione. La ricerca mostra piuttosto quanto caratteristiche completamente scollegate dalle capacità professionali possano influenzare il modo in cui giudichiamo una donna al comando.
(Immagini generate con IA)
