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L’Europa torna a respirare: in 10 anni crollo delle tossine nell’aria

Un decennio di svolta per la qualità dell'aria nei Paesi UE, con una diminuzione tra il 39% e il 59% dei veleni industriali e del traffico

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di Andrea Benatti

Il Rapporto annuale di Valutazione sulla Qualità dell’Aria Europea 2025 del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) conferma che la qualità dell’aria in Europa continua a migliorare grazie a politiche mirate, progressi tecnologici e trasporti più puliti.

Negli ultimi dieci anni, infatti, le emissioni di ossidi di azoto e di zolfo sono calate del 3-5% all’anno nell’Unione Europea, con i risultati più significativi registrati nel settore industriale e nel trasporto su strada.

Il merito di questo cambiamento? Dal 2015 a oggi, l’industria ha ridotto le emissioni di ossidi di zolfo del 59% e quelle di ossidi di azoto del 39%, mentre il trasporto stradale ha visto un calo del 40% per gli ossidi di azoto e del 34% per le polveri sottili (PM2.5).

Nonostante le variazioni meteorologiche annuali possano influire sui picchi d’inquinamento, il trend a lungo termine resta positivo, e il programma Copernicus proseguirà il suo monitoraggio in 120 città europee per individuare cause ed evoluzione della qualità dell’aria a beneficio dei cittadini.

Anche se la strada verso un’aria davvero pulita è ancora lunga, lo studio del CAMS offre una speranza concreta per il nostro Pianeta, troppo spesso segnato da decenni di politiche ambientali poco lungimiranti e rispettose della sua salute.

Fonti: atmosphere.copernicus.eu – goodnewsnetwork.org

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