Site icon

TUTTO NEWS

Litigi di coppia, quando è meglio non dire “Restiamo in disaccordo”

Sembra una risposta matura per mettere fine a una discussione, ma uno studio rivela perché potrebbe avere conseguenze inaspettate sulla relazione

#image_title

Pronunciare la fatidica frase: “Va bene, restiamo in disaccordo” durante l’ennesima discussione con il partner all’apparenza sembra la mossa più matura e diplomatica per salvare la pace in casa. 

La verità, però, è che usare questa frase per spegnere le conversazioni scomode può trasformarsi in una bomba a orologeria per la relazione. 

 

Lo studio sulle coppie: perché fuggire dal confronto fa male

A fare luce su questa dinamica è uno studio del 2026 pubblicato sul Journal of Marital and Family Therapy, che ha seguito 263 coppie per un anno. 

I ricercatori hanno scoperto che gli schemi in cui un partner insiste e l’altro si chiude a riccio, o dove entrambi scappano dal problema, sono direttamente collegati a un crollo della felicità di coppia. 

Anche una precedente ricerca pubblicata sul Journal of Social and Personal Relationships lo conferma: saper ritrovare la serenità dopo una lite è un conto, ma usare il silenzio per fare finta di niente lascia aperta una spaccatura che prima o poi chiederà il conto.

 

La differenza tra litigi banali e decisioni serie

C’è però una differenza fondamentale tra i vari tipi di scontro. 

Se la lite riguarda il modo di caricare la lavastoviglie o la destinazione delle vacanze, restare sulle proprie posizioni non cambia la vita a nessuno. Il problema sorge quando si discute su argomenti importanti, come soldi, fedeltà o figli. 

Immaginiamo una coppia in cui uno pensa che flirtare in chat sia innocuo e l’altro lo considera un tradimento: decidere di “restare in disaccordo” significa semplicemente vivere con due regolamenti diversi. 

Al primo messaggio scoperto, la lite evitata sarà solo rimandata… ma con gli interessi!

 

 

 

(Immagini generate con IA)

Exit mobile version