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Londra cerca infermieri italiani, ma in tanti rinunciano perché non sanno l’inglese

È questa la situazione che lamentano da qualche tempo le agenzie interinali: a oggi, infatti, solo il 15% delle richieste che pervengono dalle strutture sanitarie inglesi va in porto.

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La qualità della formazione italiana, in diversi settori, non è mai stata in dubbio, soprattutto all’estero. Di questo se ne sono accorti anche a Londra, città in cui è molto richiesta la presenza di infermieri italiani. Ma è proprio qui che sorge il problema: si fatica a trovare personale che parli inglese, requisito minimo necessario per poter lavorare nelle strutture ospedaliere inglesi, prima ancora di una laurea o di un particolare titolo di studio specifico. 

A riferirlo è l’agenzia interinale Orienta, che lamenta da qualche tempo proprio questi problemi “legati alla conoscenza della lingua inglese”. A oggi solo il 15% delle richieste che pervengono dalle strutture sanitarie inglesi va in porto. Ma il fatto che nel 2017 l’ostacolo sia il superamento di un esame di lingua è davvero singolare. Si tratta, sostanzialmente, di una mancanza di sintonia tra chi offre lavoro e chi, invece, lo sta cercando. 

A livello generale, a Londra si fa fatica a reperire forza lavoro sufficiente per coprire il fabbisogno del 2018 e per questo si sta cercando nuovo personale. Al contrario, in Italia è molto complicato assumere nuove figure, soprattutto per ragioni burocratiche e di sostenibilità della spesa pubblica sanitaria, anche se ce ne sarebbe bisogno. Una situazione che non lascia spazio a interpretazioni: oggi più che mai è fondamentale conoscere una lingua straniera, inglese in primis, per non lasciarsi scappare occasioni lavorative.

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