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Lucio Corsi e il brano “Napoleone Buonanotte”: testo e significato

Un viaggio surreale tra amori improvvisi, fughe a Parigi e il nostalgico ritorno alle proprie radici

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Lucio Corsi è un artista fuori dagli schemi, noto per il suo stile unico e narratore di storie surreali, considerato una delle voci più originali della musica indipendente.

La sua presenza al Festival di Sanremo 2025, dove si è classificato secondo e ha conquistato il Premio della Critica, ha portato il suo immaginario poetico su uno dei palchi più importanti mantenendo intatta la sua identità.

 

Il significato di “Napoleone Buonanotte” 

Napoleone Buonanotte è un brano ricco di immagini fiabesche e ironia, in cui Lucio Corsi esplora il contrasto tra l’impeto stravolgente di una nuova passione e il bisogno ancestrale di ritrovare se stessi nella propria terra d’origine.

La canzone si apre con la descrizione di una quotidianità pigra, fatta di sveglie in ritardo per “accorciare i giorni”. Questa routine viene però improvvisamente stravolta dall’arrivo di una ragazza appassionata di rock ‘n’ roll. 

L’amore agisce come una scossa elettrica: il protagonista abbandona le vecchie abitudini e si lascia trascinare in una fuga romantica ed eccentrica fino a Parigi.

L’entusiasmo della novità porta con sé il desiderio di reinventarsi, che sia indossando un cappello da pittore o uno da Napoleone. 

Tuttavia, l’incantesimo amoroso dura poco: la fiamma iniziale si spegne e lascia spazio alla nostalgia per la semplicità della vita di provincia. Il protagonista avverte il richiamo profondo dei suoi luoghi d’infanzia, manifestando il desiderio di tornare in paese a dormire sotto i castagni.

 

Il testo

La mattina io mi sveglio tardi

È il mio modo di accorciare i giorni

Chiamo il dottore solo se dimentico i sogni

Anche il lavandino ha il raffreddore, etciù!

Non mi laverò le mani

L’unica cosa che ho da fare oggi è rimandare a domani

Tutti gli impegni che ho

 

Ho trovato una ragazza e ho buttato la TV

Mi ha portato fino in Francia a dormire dentro al Louvre

Insieme alla Gioconda, povera signora

Quando rimane sola non sorride più

 

La mattina, appena sento i galli

Mi alzo dal letto e dico al sole: “Sali”

La prima cosa che ho da fare oggi è lavarmi bene le mani

No, io non ci torno in paese

A difendere i campi dai corvi

Da un po’ le cose girano bene

Prima che mi baciasse ero uno zombie

Con lei i ricordi saranno i più belli che avrò

 

Ho trovato una ragazza in fissa con il rock’n’roll (Pa-ra-pa-pa-pa-pa-pa)

Me la stringo fra le braccia, forse mi innamorerò

Domani comprerò un cappello da pittore

O da Napoleone, non lo so

 

La mattina ed io non siamo adatti

Tra di noi non c’è mai stato amore

La capirò più in là con gli anni

Proprio come il minestrone

Mi è presa voglia di tornare in paese

A schiacciare i pinoli coi sassi

È da un po’ che non raccolgo ciliegie

E che non mi addormento sotto ai castagni

Dentro a quei boschi quanti ricordi che ho

 

Ho lasciato la ragazza e ho ricomprato la TV (Pa-ra-pa-pa-pa-pa-pa)

Son tornato giù in campagna, dove il mondo è verde e blu

Lo schermo passa lento i titoli di coda

Finisce qui la storia, mon amour

 

 

 

(Credits: YouTube @Lucio_Corsi)

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