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Madame: “Ho un pessimo rapporto con la paura, sfocia in ansia”

Un viaggio tra dubbi, crescita e consapevolezza nel disco più intimo della cantautrice

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Non cerca certezze, ma crepe. Nel suo nuovo album Disincanto, in uscita il 17 aprile, Madame sceglie di raccontarsi senza filtri, mettendo al centro fragilità, dubbi e una nuova forma di consapevolezza. In un’intervista al Corriere della Sera, e come riportato da Ansa, spiega: Ho avuto due anni di vuoto. Scrivevo e registravo canzoni sul telefono, ma non si capiva nulla. Il disco è nato dopo ed è la visione lucida di un dolore, un modo per dargli un senso e per esorcizzarlo. È stato un percorso. Con il ricovero è ri-iniziato tutto. È quando tutto si acquieta che devi ricostruire”.

 

Perché “disincanto” 

 “Disincanto è una parola meravigliosa, che dentro di sé ha la parola canto e mi piace. E mi piace perché non è sinonimo di disillusione, che ti può portare all’immobilismo, alla tristezza, alla chiusura in te stesso. Il disincanto no, è la rottura dell’incanto. Ma in questo caso la tua vita va comunque avanti, semplicemente cambia la lente all’interno dei tuoi occhi”.

Un progetto che si muove lontano dalle risposte facili e abbraccia invece l’incertezza come spazio creativo e umano. “Questo è un disco pieno di domande aperte, che dà risposte personali, in cui comunque è piantato il seme del dubbio ovunque. Non c’è bianco e nero. Questo disco cerca di farsi nuove domande più che darsi nuove risposte”.

 

Crescere significa perdere certezze

Nel cuore del disco c’è il passaggio dalla giovinezza all’età adulta, raccontato senza idealizzazioni. Madame mette a fuoco un momento preciso: quando si capisce che l’amore non è più garantito e che il mondo può essere meno protettivo di quanto si immaginasse. “Il mio è il percorso di qualunque vita umana che entra nel mondo degli adulti, e che a differenza dei bambini smette di avere il diritto di essere amato a prescindere. Si rompe l’incanto di pensare che l’amore ti sia dovuto, che le persone ti proteggano. Gli altri possono metterti i bastoni tra le ruote e quindi il disincanto è cercare di stare attenti a queste trappole, non chiudersi in casa”.

 

La paura come presenza costante

Tra i temi più forti emerge quello della paura, descritta come una presenza quotidiana, difficile da gestire e capace di trasformarsi in ansia o rabbia. “Non so se sia un fatto generazionale, ma sono sicura che questo sia un periodo storico in cui hai tanti motivi per sentirti più insicuro. Anche a partire dal confronto in tempo reale che si ha con i social. Io ho un rapporto pessimo con la paura, che è un’emozione molto ricorrente nelle nostre vite e può uscire sotto forma di ansia o di rabbia o di blocco. ‘Disincanto’ è un disco estremamente catartico da questo punto di vista: dire che non si ha paura è un modo per sfidarla. Io vinco la mia paura rifugiandomi nel mio cerchio di persone fidate”.

 

Il rapporto con il produttore Bias

Il disco nasce anche da un rapporto artistico consolidato, quello con il produttore Bias, e si arricchisce di collaborazioni che spaziano tra nuove voci e nomi affermati. “Ci conosciamo da nove anni: siamo cresciuti insieme, i nostri gusti musicali si sono sviluppati insieme e mescolati durante la crescita. Quello che piace a lui piace a me. E quando scazziamo, usciamo e andiamo a giocare a biliardo per fare pace. Tra noi è lui ad avere cultura musicale: per me la musica è sempre stata un mezzo per dire alcune cose”.

 

 

(Credits: Ufficio Stampa)

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