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Mahmood e Blanco a Sanremo: “Vogliamo l’adrenalina”

Con “Brividi” la coppia di artisti si racconta attraverso sentimenti e paure.

Si specchiano nel cielo. In quello di “Brividi” dove tentano di superare il disagio che provano quando amano senza riserve, ma non vengono capiti, e anche in quello de “Il cielo in una stanza” di Paoli, dove un azzurro immenso è il soffitto magico di un amore carnale e allo stesso tempo poetico. Mahmood e Blanco sono due artisti diversi, capaci di far combaciare i pezzi della propria musica come parti di un puzzle, raccontandosi attraverso i sentimenti. Da una parte c’è Alessandro, vincitore del Festival nel 2019, viaggiatore nel tempo, cantautore riflessivo e figlio della musica del mondo, dall’altra Riccardo, furioso e istintivo diavoletto della provincia che con il suo primo album “Blu celeste” ha iniziato a correre velocissimo. Due artisti giovani che, separati da undici anni, mettono in musica un pezzo che travalica l’idea di generazione e riguarda tutti.

Rispediscono al mittente ogni previsione che li dichiara fra i papabili alla vittoria finale. “Ma da quando i papabili candidati poi vincono davvero? Io non ho mai creduto a queste previsioni. L’anno in cui ho vinto io neppure mia zia mi conosceva – dice Mahmood – io non guardo le scommesse, non leggo i feedback semplicemente perché qui a Sanremo c’è tanto da lavorare. Vogliamo fare delle belle performance in tutte le serate, questo è quello che davvero conta. Il resto sono chiacchiere”. Lo segue a ruota Blanco: “Vogliamo l’adrenalina. Siamo qui per quello, per il brivido che hai quando si sale sul palco e ci si dimentica di tutto il resto”.

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