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SANREMO 2026

Max Pezzali: “Ho pensato di lasciare la musica dopo Sanremo 2011”

L’ex 883 sta vivendo un successo inaspettato dopo anni complicati e sarà protagonista di questo Festival

23 Febbraio 2026

A poche centinaia di metri dal palco del Festival di Sanremo, ma idealmente lontano anni luce dalle sue vecchie ansie, Max Pezzali si prepara a vivere un’edizione diversa. Non in gara, ma ospite fisso su una nave da crociera ancorata davanti al porto, trasformata in un piccolo universo parallelo dedicato alla sua musica.

Sarà il comandante della nave? Certo che no, come racconta in un’intervista al Corriere della Sera: “Al massimo, con questa giacca blu, posso fare il bigliettaio”. L’autoironia resta il suo marchio. Pezzali non si è mai raccontato come una rockstar irraggiungibile, anzi. “Non ho mai pensato di poter arrivare a questo livello di affetto da parte del pubblico: con gli 883 non avevamo fatto gavetta, non eravamo straordinari né nel talento né nell’aspetto, ma avevamo la convinzione di avere qualcosa da dire. La normalità, che vedevo come limite, è stata la mia fortuna”.

Cinque serate, cinque mondi musicali

La crociera – collegata ogni sera alla diretta del Festival – sarà un laboratorio creativo in cui ogni appuntamento avrà un’identità precisa. Dalla disco night ispirata a La regola dell’amico all’atmosfera western di Nord Sud Ovest Est, fino alle ballad romantiche come Come mai. Non mancheranno la sala giochi di Jolly Blu e una festa in stile Happy Days. “Sarà qualcosa fra l’immaginifico e l’infantile”. 

La nave è stata ribattezzata con citazioni ovunque: pizzeria Con un deca, tornei, videogame e fumetti. Un’operazione che unisce spettacolo, memoria collettiva e spirito pop. “Sono sempre stato ossessionato dalle location strane per i concerti. Da tempo pensavo alle crociere americane di artisti come i Kiss o Jimmy Buffett, ma mi mancava la nave e qualcuno che volesse fare una follia pari alla nostra. Il prossimo passo sarà la crociera dedicata”.

 

Il conto aperto con l’Ariston

Il legame con Sanremo, però, è stato a lungo complicato. “Con questa cattedrale di quello che è la musica e lo spettacolo in Italia ho un rapporto pessimo: ci sono stato due volte (1995 e 2011) e non è mai andata bene. Ci sono andato o col pezzo o con l’atteggiamento sbagliato. Questa volta arrivo al cospetto del Festival chiedendo scusa per quelle altre apparizioni”.

Il ricordo più amaro è quello del 2011. “Ci siamo andati in fretta e furia, per timbrare il cartellino. Venni eliminato il venerdì e tornando a casa pensai che forse non aveva più senso andare avanti con questo lavoro. L’anno dopo, il disco per l’anniversario di ‘Hanno ucciso l’uomo ragno’ fatto in collaborazione con la scena rap, fece ripartire tutto”.

 

Il successo di oggi

Da lì la rinascita, culminata con San Siro 2022 – “Ero convinto che sarebbe stata una cosa one shot, una sorta di premio alla carriera” – e un nuovo ciclo di stadi sold out, tour europeo e residency milanese nella nuova arena olimpica a dicembre. Intanto cresce l’attesa per la seconda stagione della serie sugli 883 e per il nuovo capitolo di Max Forever.  “L’idea è quella di mettere in contatto il passato e l’oggi. Le mie vecchie canzoni vivono sospese in un eterno presente perché per le nuove generazioni non è un amarcord”.

 

(Credits: Getty Images)