In Giappone, sdraiarsi in una bara sta diventando una nuova forma di meditazione. Nato come esperimento di un’agenzia di pompe funebri nella prefettura di Chiba, questo approccio è oggi popolare tra chi cerca momenti di introspezione e tranquillità.
L’esperienza
Le bare non sono più solo semplici casse di legno. In una nuova spa a Tokyo, ad esempio, esistono modelli colorati e decorati pensati per chi vuole un’esperienza più stimolante e rilassante. Chi partecipa può scegliere se restare in una bara aperta o chiusa, con musica, video proiettati sul soffitto, oppure completamente in silenzio. Una sessione dura 30 minuti e costa circa 13 $.
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Un nuovo modo per riflettere sulla vita
Lo scopo è affrontare la propria mortalità in un ambiente sicuro. Mikako Fuse, designer di Grave Tokyo e creatrice delle bare personalizzate, afferma che il suo approccio fantasioso aiuta a vedere la morte in modo meno spaventoso, trasformandola in un’occasione per riflettere sul valore della vita.
Fuse ha anche organizzato workshop nelle università di Kyoto: molti studenti hanno raccontato di aver provato meno paura della morte e di aver sviluppato un desiderio più forte di vivere. Alcuni l’hanno descritta al quotidiano giapponese Mainichi come: “un momento per fermarsi, riflettere e lasciar andare le preoccupazioni quotidiane”.
In Giappone, il concetto di kuyō, cioè servizio funebre, spiega perché la cultura locale accoglie la fragilità della vita e contempla la morte come parte naturale dell’esistenza. Meditazione, mindfulness e terapie farmacologiche rimangono strumenti importanti per la salute mentale, ma i sostenitori della pratica della bara sottolineano che vivere simbolicamente l’esperienza della morte può avere un impatto profondo e unico, offrendo una sorta di “morte reversibile” prima di scelte definitive.
