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Messaggiamo tanto ma parliamo sempre meno: cosa svela lo studio

Secondo una ricerca, le parole pronunciate quotidianamente sono diminuite del 28%. Il calo è particolarmente marcato tra gli under 25

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Tra messaggi, app e servizi automatici, molte conversazioni che un tempo facevano parte della quotidianità potrebbero essere diventate meno frequenti. 
E il fenomeno sembra riguardare soprattutto i più giovani.

 

Quante parole pronunciamo ogni giorno?

Esiste uno studio a riguardo, pubblicato nel 2026 sulla rivista Perspectives on Psychological Science, è stato condotto da Valeria Pfeifer e Matthias Mehl, rispettivamente dell’Università del Missouri-Kansas City e dell’Arizona.

I ricercatori hanno analizzato registrazioni audio raccolte in 22 studi, coinvolgendo 2.197 persone tra i 10 e i 94 anni, prevalentemente negli Stati Uniti.

Il risultato? Tra il 2005 e il 2019, la quantità stimata di parole pronunciate quotidianamente è diminuita di circa il 28%.

In media, il calo equivale a 338 parole al giorno non dette ed è una tendenza ancora più marcata tra gli under 25.

 

Il ruolo della tecnologia

Le cause non sono state dimostrate direttamente, ma gli studiosi indicano alcune possibili spiegazioni.

Oggi chiediamo indicazioni al navigatore, ordiniamo attraverso le app e utilizziamo le casse automatiche. Anche messaggi e social network hanno modificato il modo in cui comunichiamo, pur mantenendoci costantemente connessi. 

Questo non significa che scrivere sia meno importante, ma resta da capire se possa sostituire pienamente i benefici delle conversazioni a voce. 

Infatti, secondo i ricercatori, proprio le chiacchiere spontanee, anche brevi, possono contribuire a mantenere vivi i legami sociali.

Un motivo in più per riscoprire il piacere di parlare, magari iniziando da un semplice saluto.

 

 

 

(Immagini generate con IA)

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