Michael Jackson e due avvocati che lo difesero nella prima parte del procedimento che lo vide imputato di dieci gravi reati di pedofilia – e che si concluse con altrettante pronunce di non colpevolezza nel giugno del 2005 – incasseranno un risarcimento di 20 milioni 250mila dollari. Lo ha deciso il giudice della Corte Superiore di Santa Barbara Soussan G. Bruguera, che ha rigettato la mozione avanzata dalla controparte, la compagnia aerea privata XtraJet Inc..
I fatti: il processo penale contro la superstar americana iniziò con una perquisizione della sua celeberrima residenza californiana, il Neverland Ranch, presunto teatro di una lunga serie di abusi su un minorenne. Al momento del blitz degli agenti di polizia il re del pop si trovava a Las Vegas, la stessa città nella quale risiede attualmente per lavorare al nuovo album, ma l’ordine di cattura emesso dalla procura di Santa Barbara lo costrinse a rientrare in tutta fretta dal Nevada per costituirsi. Ebbene, in occasione di quel viaggio di ritorno a bordo di un velivolo della compagnia XtraJet Inc., Jackson e i suoi avvocati Mark Geragos e Pat Harris vennero segretamente immortalati da una telecamera nascosta e le immagini catturate senza alcuna autorizzazione infuocarono il dibatto in aula tra difesa e la procura di Santa Barbara. Finito il processo, i tre citarono in giudizio la compagnia aerea, che qualche giorno fa ha tentato di sottrarsi alle proprie responsabilità adducendo che le immagini registrate dalla telecamera nascosta erano senza audio e che la XtraJet Inc. è prossima alla bancarotta. Tentativo fallito. Jackson e legali verranno risarciti.
Michael Jackson: privacy violata, verrà risarcito
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