Ospite di Giulia Salemi nel seguito podcast Non lo faccio x moda, Michele Bravi ha tracciato il suo ritratto spietato e privo di filtri del mondo della musica nostrano. Il vincitore di X Factor ha voluto scardinare il mito collettivo della solidarietà artistica a tutti i costi, ammettendo che le dinamiche dietro le quinte sono spesso guidate da rivalità e opportunismo.
Ha affermato: “Ci sono diverse persone del mio ambiente che mi hanno deluso. Non mi far fare dei nomi, non posso, ho paura di rivederli a breve. Però tra quelli che ho in mente non ci sono persone che hanno fatto Sanremo con me. Sulle delusioni potrei farti un elenco incredibilmente lungo. Nel mio mondo è così. Però sono contrario al fatto di fingere che ci vogliamo tutti bene. A me se una persona mi sta antipatica non fingo nemmeno, la voglio lontana e pace. Infatti la bugia più grande che diciamo è che tra cantanti ci vogliamo tutti bene, non è assolutamente vero nulla”.
I veri affetti di Michele Bravi e il debito di gratitudine
Se il capitolo dei rancori resta protetto dall’anonimato per evitare imbarazzanti incontri ravvicinati nei prossimi impegni professionali, Bravi è stato invece generosissimo nel fare i nomi di chi, al contrario, ha dimostrato una lealtà fuori dal comune.
Nel firmamento delle sue amicizie spiccano corazzate del pop femminile come Annalisa, Elodie, Emma Marrone e Alessandra Amoroso, legami solidi capaci di resistere alle logiche delle classifiche.
Un capitolo a parte merita la recente e spontanea intesa nata con Sal Da Vinci, ma sono le confessioni su Fedez e Tiziano Ferro a colpire maggiormente il pubblico. Verso il rapper milanese, Bravi manifesta una gratitudine profonda per il supporto morale ricevuto nei periodi più bui della sua parabola personale: “Umanamente ha fatto tanto, in silenzio, ma ha fatto tanto”.
Il ringraziamento si trasforma poi in totale devozione artistica quando si parla del cantautore di Latina, considerato il vero mentore della sua carriera: “Lui è il mio preferito in assoluto. Perché a lui devo tutto, se non fosse stato per lui non so nemmeno se la mia carriera sarebbe mai partita davvero”.
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