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Milano si ispira a Parigi per diventare la città dei “15 minuti”

Un piano del Comune per rendere la metropoli più vivibile ai milanesi

La pandemia di covid19 ci ha costretti a ripensare il nostro modello di vita e di lavoro, soprattutto. Da questa tragedia possono almeno nascere dei miglioramenti strutturali. Il Comune di Milano sta lavorando a un piano per ridisegnare la città. Palazzo Marino vorrebbe che la città diventasse “la città dei 15 minuti”, ispirandosi a un modello già in voga a Parigi grazie alla sindaca Anne Hidalgo. Riassumendo all’osso, tutto (tra lavoro e servizi) dovrebbe poter essere raggiunto in un quarto d’ora massimo di spostamento. 

Le parole chiave di questo progetto sono: mobilità sostenibile, vitalità dei quartieri e infrastrutture efficienti. 

Per rendere realtà questi propositi, la giunta parte dal capitolo lavoro agile per dipendenti del Comune e partecipate. Non solo lavoro da casa, ma anche possibilità di coworking e nearworking, cioè la possibilità di lavorare non lontano da casa, ma magari lontano abbastanza da grida di figli piccoli e animali domestici che presenziano a ogni call lavorativa.

Mantenendo il lavoro negli stessi quartieri residenziali si prevede ovviamente un aumento dei servizi disponibili e della vitalità. Non più tristi quartieri dormitorio, ma piccoli distretti con una loro anima e loro caratteristiche. Così si risparmiano tempo ed emissioni per raggiungere i servizi che adesso sono spesso concentrati in determinati quartieri. 

Non solo lavoro, ma anche la viabilità andrà rivoluzionata. Con l’avvento di bike sharing, car sharing e l’altissima diffusione di monopattini elettrici, in città già si sono fatti molti passi avanti in termini di ecologia e risparmio di tempo, ma adesso vanno riviste le infrastrutture di conseguenza! Vi sarà capitato di vedere i diabolici monopattini invadere ogni antro della città e viaggiare a folle velocità su marciapiedi, schivando cani e bambini che salterellano inconsapevoli di aver appena rischiato la vita. Ecco, sarà necessario costruire una rete di piste ciclabili adatta ad ospitare biciclette e nuovi veicoli elettrici di questo tipo. Sono 300 i chilometri di piste ciclabili in progettazione. Non male: in linea retta è più della distanza che divide Milano da Venezia, per intenderci.

Oltre questi numeri che fanno ben sperare, bisognerà vedere come Milano (e tutta l’Italia) reagirà al ritorno alla normalità post-Covid. Ad esempio: gli studenti continueranno a popolare la città o con l’aumento della DAD anche in ambito universitario molti sceglieranno di restare nelle proprie case di origine, magari con mamma e papà, per risparmiare?
Anche tra gli stessi milanesi c’è chi ha avuto modo in questi mesi di apprezzare la quiete di una vita fuori città, vista la scarsità attuale dei vantaggi nel vivere in città. Il timore per le grandi metropoli è il pericolo svuotamento, in favore delle cinture, complici anche i prezzi stellari del mercato immobiliare che in città come Milano non registrano cali.

Insomma il futuro, al di là dei buoni propositi, è tutto da vedere. Certo la prima mossa valida per l’amministrazione comunale è la riqualificazione delle periferie per tenersi stretta più abitanti possibili e favorire maggior vivibilità a tutti i milanesi!

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