Moby ha scelto Facebook per calarsi nei panni del cronista d’assalto. Il musicista newyorkese ha scritto di aver trascorso il weekend “a parlare con amici che lavorano a Washington”, i quali gli avrebbero rivelato diversi segreti sull’amministrazione Trump. Innanzitutto, secondo Moby, il dossier russo su Trump (che tutti i giornali si erano rifiutati di diffondere perché non confermato e che alla fine è uscito sul sito Buzzfeed) sarebbe “reale, al 100%. Trump viene ricattato dal governo russo, non solo perché si è fatto urinare addosso da delle prostitute ma per cose molto più gravi“.
Sempre secondo Moby, “Trump è colluso col governo russo dal primo giorno” e sarebbe pronto a scatenare una guerra contro l’Iran alla prima occasione utile. Il Partito Repubblicano vorrebbe sbarazzarsi di lui e “i servizi segreti di tutto il mondo inorridiscono per l’incompetenza della sua amministrazione“. Moby ha anche spiegato il perché del suo post: “Scrivo queste cose perché, se e quando questi eventi accadranno, le mie parole saranno agli atti”.
Moby è uno dei più agguerriti detrattori di Trump. Nel suo ultimo video, Erupt & Matter, lo aveva messo sullo stesso piano di dittatori come il nordcoreano Kim Jong-Un e il siriano Bashar al-Assad. Nel video, tra i «cattivi del mondo» c’era anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Curiosamente, nonostante la sua opposizione mai nascosta, lo staff di Trump aveva invitato Moby a suonare alla sua inaugurazione. Invito ovviamente rispedito al mittente.
