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Mondiali 2026: la cerimonia d’apertura con Bocelli e Shakira

Le esibizioni hanno infiammato 80.000 spettatori prima del debutto tra Messico e Sudafrica

Split image: a woman in a neon yellow mesh outfit and sunglasses on the left, a man in a red patterned suit with a microphone on the right.

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Il tempio del calcio mondiale ha riacceso i suoi riflettori per inaugurare la competizione più attesa del pianeta. Nella leggendaria cornice dello stadio Azteca di Città del Messico, 80mila spettatori hanno assistito a una cerimonia d’apertura straordinaria, strutturata in due parti mozzafiato per dare il benvenuto ai Mondiali 2026

Un concentrato di musica, colori e coreografie sfarzose che ha unito popoli e culture, anticipando il fischio d’inizio del match inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. Se sul rettangolo verde la nostra Nazionale purtroppo manca, il genio tricolore ha comunque dominato la scena grazie alla voce inconfondibile di Andrea Bocelli e alla firma prestigiosa del Balich Wonder Studio, l’agenzia milanese capitanata da Marco Balich che ha orchestrato la direzione creativa dell’intero show.

 

Il ritmo dei Manà e l’energia travolgente di Shakira

A rompere il ghiaccio sul prato dell’Azteca ci hanno pensato i Manà, che hanno scaldato l’atmosfera lanciando un messaggio universale alla folla: “Il calcio unisce! Benvenuti in Messico”. Da quel momento, il terreno di gioco si è trasformato in un palcoscenico globale. Subito dopo la performance dal sapore tradizionale di Danny Ocean e il duetto tra i Los Angeles Azules e Belinda sulle note di Por ella – esibitisi attorno a una riproduzione gigante della coppa del mondo –la scena è stata travolta dallo stile eccentrico di J Balvin, entrato trionfalmente a bordo di un’automobile gialla. 

Il picco dell’entusiasmo della prima frazione è stato però toccato con l’ingresso di Shakira e Burna Boy, che hanno fatto ballare l’intero impianto sulle trascinanti note dell’inno ufficiale Dai dai.

 

L’inno dance di Bocelli

Dopo una breve pausa per consentire il riscaldamento delle due squadre, il protocollo ufficiale è ripreso con la sfilata solenne delle bandiere delle 48 nazioni partecipanti. Il momento più emozionante e solenne della serata è coinciso con l’esecuzione dell’inno dance del torneo, intitolato Dna (More Than A Game), firmato da David Guetta.  

Al centro del campo, immerso in una scenografia suggestiva, Andrea Bocelli ha cantato in italiano affiancato dall’artista sudcoreana EJAE, intonando la strofa: “Anche se cadiamo, noi poi ci rialziamo”. La manifestazione è stata poi dichiarata ufficialmente aperta dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, che ha mostrato la vera coppa del mondo al fianco della celebre attrice messicana Salma Hayek, mentre i cieli della capitale venivano illuminati da una spettacolare batteria di fuochi d’artificio

 

 

(Credits: Getty Images)

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