Con la morte di Papa Francesco, la Chiesa cattolica entra ufficialmente nel periodo di transizione noto come Sede Vacante. In questo lasso di tempo, la guida provvisoria della Santa Sede è affidata al Camerlengo, attualmente il cardinale Kevin Farrell, che ha il compito di gestire le questioni amministrative e liturgiche fino all’elezione del nuovo Pontefice.
I primi riti dopo il decesso
Dopo la constatazione ufficiale del decesso avvenuta ieri sera e sigillata dalla formula latina “Vere Papa mortuus est” si dà avvio ai rituali previsti. Il corpo del Pontefice viene imbalsamato e vestito con paramenti sacri, per poi essere esposto ai fedeli nella Basilica di San Pietro per tre giorni a partire da domani. In linea con la sobrietà che ha sempre contraddistinto il pontificato di Francesco, la salma sarà adagiata in una semplice bara di legno, rinunciando al catafalco e ai tre feretri tradizionali.
I funerali all’insegna della semplicità
I funerali solenni avranno luogo non prima di cinque giorni dal decesso ovvero tra venerdì e domenica, con maggiori probabilità che avvengano sabato 26 aprile. Come richiesto da Francesco, saranno caratterizzati da una forma sobria e semplificata: una sola veglia, nessuna cerimonia per la chiusura della bara e la sepoltura nella Basilica di Santa Maria Maggiore, scelta personale del Papa devoto alla Madonna Salus Populi Romani. Nei nove giorni successivi si svolgeranno i Novendiali, con messe in suffragio del Pontefice.
L’attesa per il nuovo Papa
Il momento più atteso è l’inizio del Conclave, previsto non prima di 15 giorni dalla morte per permettere ai cardinali di raggiungere Roma. Possono votare solo i cardinali elettori sotto gli 80 anni. L’elezione si svolge nella Cappella Sistina, in un clima di assoluto segreto. Ogni votazione viene seguita dalla fumata: nera se non c’è ancora un vincitore, bianca quando è stato eletto il nuovo Papa.
L’elezione e l’annuncio al mondo
Una volta raggiunta la maggioranza dei due terzi, l’eletto può accettare l’incarico e scegliere il proprio nome pontificale. Dopo un momento di raccoglimento nella cosiddetta “stanza delle lacrime”, il nuovo Papa si affaccerà alla loggia centrale di San Pietro e il cardinale protodiacono pronuncia la storica frase: “Habemus Papam”. Da quel momento, comincia ufficialmente un nuovo capitolo per la Chiesa cattolica.
