La vicenda di Patrick Charnley, scrittore inglese di Bristol, è uno di quei casi che ti fanno ripensare a cosa significhi davvero stare tra la vita e la morte.
Il traumatico episodio
Nel 2021, in piena pandemia, Patrick ha vissuto un’esperienza estrema: un malore improvviso lo ha colto di sorpresa mentre stava con la sua famiglia sul divano. Senza alcun preavviso il suo cuore si è fermato e i medici non hanno rilevato battito per ben 40 minuti. Durante quel periodo è stato considerato clinicamente morto. 
Grazie all’intervento immediato della moglie e all’arrivo tempestivo dei soccorritori, Patrick è stato rianimato e portato in ospedale. Dopo una settimana in coma, si è finalmente risvegliato, ma l’evento aveva già lasciato segni profondi. I medici hanno riscontrato una grave lesione cerebrale, con conseguenze sulla sua vista, memoria e funzioni cognitive. 
Dopo il risveglio
Quando si è svegliato per la prima volta, non riusciva a vedere nulla; solo in seguito ha recuperato gradualmente parte della vista. Nel periodo in cui era completamente cieco ha vissuto allucinazioni visive intense, fenomeno noto come sindrome di Charles Bonnet, in cui il cervello genera immagini in assenza di stimoli visivi. 
Patrick racconta che la sua vita non è più la stessa. Oltre alla cecità parziale ha affrontato apatia patologica, una condizione che lo rende meno reattivo emotivamente, e continua ad aver bisogno di aiuto per molte attività quotidiane.
Nuove consapevolezze
Nonostante tutto, lui non tornerebbe indietro: il dramma che ha vissuto gli ha insegnato ad apprezzare le piccole cose, a fermarsi e a guardare il mondo con occhi nuovi. Per Patrick, la vita ha acquisito un significato più profondo, fatto di lentezza, consapevolezza e amore per la famiglia.
