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Morto per 7 minuti rivela cos’ha visto: il racconto
L'esperienza di quasi morte senza la classica luce in fondo al tunnel
22 Settembre 2026
Un astronomo che preferisce mantenere l’anonimato ha condiviso su Reddit riportato poi da Unilad un resoconto sconvolgente e dettagliato della sua esperienza clinica, trascorsa in arresto cardiaco per ben 7 minuti in un letto d’ospedale. Ricoverato d’urgenza a causa di una grave emorragia polmonare che aveva privato il suo corpo di tutto il sangue pompato dal cuore, l’uomo ha vissuto un’esperienza di quasi morte radicalmente distante dai cliché cinematografici e dai racconti tradizionali, rivelando l’assenza totale del celebre tunnel di luce o di parenti defunti pronti ad accoglierlo nell’aldilà.
Sottoposto a un codice blu e colpito anche da un ictus a causa della drammatica carenza di ossigeno al cervello, il paziente si è risvegliato intubato dopo 2 giorni di incoscienza, portando con sé il ricordo indelebile di una visione geometrica che affonda le radici nella sua intensa attività intellettuale precedente alla crisi medica.
Le tre misteriose forme ovali e il legame con gli studi di Johannes Kepler
Nei momenti in cui i medici lottavano disperatamente per riattivare le funzioni vitali, la sua mente morente ha iniziato a proiettare nel buio totale tre forme ovali sospese e collegate direttamente alle sue letture e ricerche scientifiche.
Nelle settimane precedenti al malore, infatti, l’uomo aveva studiato a fondo il trattato Astronomia Nova scritto da Johannes Kepler, cercando di comprendere come il celebre astronomo fosse riuscito a dimostrare che le orbite dei pianeti seguono forme ellittiche e non circolari.
La prima ellisse apparsa nell’oscurità mostrava montagne, foreste, ruscelli e nuvole sulla superficie interna ed esterna, prima di tingersi di giallo e svanire; la seconda, simile a un anello di ferro rovente che si sgretolava sprigionando un odore metallico confermato poi da un’infermiera come l’effettivo odore del sangue, rifletteva la percezione sensoriale del cervello in spegnimento; la terza e ultima forma, illuminata da toni rosa e blu simili a un’alba, è emersa nel momento esatto in cui il suo cuore ha ripreso a battere. Riprendendo conoscenza e collegando gli eventi, l’uomo ha ricordato quel momento con queste parole esatte: “Quando ho ripreso conoscenza, quelle tre ellissi sono rimaste saldamente impresse nella mia memoria. Quando giorni dopo mi hanno detto del mio arresto cardiaco e dell’ictus, tutto ha iniziato ad avere senso per me”.
La trasformazione psicologica e l’assenza di paura di fronte alla morte
Nonostante i postumi fisici dell’emergenza sanitaria abbiano lasciato una leggera riduzione della capacità di memoria a breve termine, l’impatto psicologico dell’accaduto si è rivelato profondamente liberatorio, ridefinendo radicalmente il suo rapporto con la mortalità umana. L’uomo ha descritto se stesso come un osservatore impassibile durante quei sette minuti, sottolineando l’assenza totale di dolore, angoscia o disagio fisico in un frangente in cui la natura stessa rende il trapasso indolore.
A tal proposito, riflettendo sulla serenità provata mentre il corpo cedeva, ha dichiarato: “Ho imparato qualcosa da tutto questo. Ma dentro, tutto era calmo. Nessun dolore, nessun disagio, nessuna preoccupazione”. E ha concluso con una riflessione definitiva sulla fine della vita: “Gli incidenti e le malattie possono essere terribilmente dolorosi, ma morire è facile. Non ho paura di morire, per niente. Temi ciò che viene prima, certo, ma la natura rende facile morire.”
(Immagini generate con IA)