Chi è nato il 14 giugno?
Di giorni come questo, il 14 giugno, ce ne sono ben pochi nel corso dell’anno. Per qualche oscura ragione, infatti, le ricorrenze da segnalare oggi sono davvero numerose, e in prevalenza legate alla musica, sebbene questa data riservi qualche oscura sorpresa. Tanto per cominciare, il 14 giugno del 1971 veniva inaugurato a Londra da Isaac Tigrett e Peter Morton il primo “Hard Rock Café” del mondo, bar/ristorante adornato con memorabilia legate alle leggende della musica diventato in seguito una catena globale.
Tanti auguri a Gianna Nannini.. e a Francesco Guccini!
E’ invece il 14 giugno del 1940 che nacque Francesco Guccini, illustre ed eclettico cantautore, compositore, scrittore e attore modenese che con i suoi oltre 20 album, i film, i romanzi e le poesie che ha realizzato rappresenta una parte importante della cultura del Bel Paese dagli anni Sessanta in poi.
E allora per non evocare il video di un classico di Guccini interpretato proprio da Gianna Nannini?
Boy George compie 55 anni
Il 14 giugno del ’61 nacque George Alan O’Dowd, personaggio eccentrico che il mondo conobbe nei ruggenti anni Ottanta con lo pseudonimo di Boy George. All’epoca era il frontman dei Culture Club, leggendario trio pop/soul britannico entrato a pieno titolo nella storia della musica grazie a brani come “Karma Chameleon”, “Do You Really Want to Hurt Me” o la meravigliosa ballata, peraltro ancora tristemente attuale, Victims, originariamente dedicata alle vittime del flagello dell’Aids.
Dopo lo scioglimento dei Culture Club, Boy George, personaggio turbolento che ha vissuto una vita piuttosto intensa, peraltro contrappuntata da qualche brutto guaio (alcuni arresti) e dall’abuso di droghe, ha continuato a produrre musica e progetti senza tuttavia ritrovare il successo di un tempo.
Sport e Tv, con Steffi Graf, Vittorio Brumotti e Paolo Bonolis
Che Guevara Vs Donald Trump
Da una parte il medico e lo scrittore argentino che negli anni Cinquanta affiancò Castro nella rivoluzione Cubana contro il dittatore cubano Batista e dall’altra il famigerato immobiliarista americano che, prima in Tv con il reality “The Apprentice”, e poi nelle file repubblicane, ha fatto dell’opulenza di una parte della classe dirigente d’Oltreoceano, dell’arroganza verso i più deboli, delle discriminazioni, dello spirito bellico e del populismo 2.0 le sue armi vincenti per la corsa alla Casa Bianca.
