L’estate della Nazionale italiana si è trasformata in una complessa telenovela ricca di colpi di scena. La svolta è arrivata con l’uscita di scena definitiva di Andrea Pirlo dalla corsa per la panchina azzurra. A chiarire la situazione è stato lo stesso ex centrocampista tramite un aggiornamento social, spiegando di aver appreso da Paolo Maldini di non essere più il candidato prescelto e precisando che la politica non ha alcun legame con i suoi accordi commerciali con una società di scommesse russa.
La decisione del presidente federale Giovanni Malagò di approfondire i nessi legati a questa partnership ha innescato una frattura insanabile all’interno dei vertici tecnici. Nonostante i tentativi di mediazione condotti in videoconferenza, durante i quali il numero uno della federazione ha proposto profili alternativi come Thiago Motta, il rapporto di fiducia si è definitivamente spezzato. A soli sedici giorni dal loro insediamento, Paolo Maldini e Leonardo hanno siglato la rescissione consensuale del contratto che li legava alla guida della direzione tecnica della Figc.
Il piano di Giovanni Malagò: Ranieri + Mancini
Archiviato il primo tentativo di ristrutturazione, Giovanni Malagò si è messo al lavoro per ricostruire l’organigramma federale mantenendo centrale la figura del direttore tecnico. Claudio Ranieri è stato individuato come il profilo ideale per ereditare il progetto di rilancio.
Per quanto riguarda la guida della panchina, la scelta è ricaduta sul ritorno di Roberto Mancini. Attualmente Mancini si trova in leggero vantaggio, forte di interlocuzioni avviate già all’inizio del nuovo corso federale, ma la candidatura di Antonio Conte resta caldissima, sostenuta da un ampio gradimento da parte dei club di Serie A. La decisione definitiva è stata annunciata durante la conferenza stampa di Malagò, successiva al Consiglio federale.
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