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Piero Di Lorenzo ai microfoni di Radio 105: "A gennaio potranno arrivare le prime dosi del vaccino"

"Siamo cautamente ottimisti", ha dichiarato il presidente del centro di ricerca IRBM di Pomezia (Roma).

Piero Di Lorenzo ai microfoni di Radio 105: "A gennaio potranno arrivare le prime dosi del vaccino"

Credits: Instagram/bedifferent_magazine

Piero Di Lorenzo, presidente del centro di ricerca IRBM di Pomezia a Roma, ha parlato ai microfoni d Radio 105, all'interno del programma "105 Friends", di Covid-19 e dei progressi che sta facendo la ricerca nella messa a punto di un vaccino efficace e sicuro. Sta lavorando con Astra Zeneca allo sviluppo di una cura a questo male che ha messo in ginocchio tutti, insieme anche alla collaborazione dell'Università di Oxford

Ecco cosa ha detto a Radio 105: "Ci aspettiamo la fine della sperimentazione di Fase 3 entro il prossimo mese; nel frattempo è già iniziata la produzione per cui entrano in ballo le agenzie regolatorie le quali normalmente avrebbero bisogno di tanti mesi per visionare tutta la documentazione e dare l'ok, ma in una situazione così difficile penso che in poche settimane daranno l'ok. Siamo cautamente ottimisti e grazie alla potenza di fuoco della multinazionale Astra Zeneca che si è assunta il rischio, la produzione è già cominciata da qualche mese e se, come mi auguro, entro dicembre arriverà l'autorizzazione delle Agenzie regolatorie, io penso che già a gennaio potranno arrivare le prime dosi che hanno quantificato in 20, 25 milioni all'Unione europea di cui all'Italia un paio di milioni". 

Ha poi continuato il suo intervento spiegando: "Sarebbe miope e sciocco pensare di fare la corsa in solitario e neanche il fatto economico lo giustificherebbe, visto che c'è un’utenza che aspetta questo vaccino come l'acqua nel deserto, ed è un’utenza di quasi 8 miliardi di persone. E’ necessario che questi vaccini arrivano e si sia pronti a distribuirli e a vaccinare quanta più gente possibile. Due milioni di dosi per l'Italia sono una prima fornitura che il ministro Speranza ha già detto che verrà destinata agli operatori sanitari, alle forze dell'ordine, agli ospiti delle RSA. Astra Zeneca si è impegnata con la Commissione Europea a fornire 300 milioni che possono diventare 400 milioni di dosi entro giugno a 2021 e all’Italia ne arriverebbero 70 milioni". 

Sul finale risponde a una domanda che tutti noi ci siamo fatti, quella riguardante la mutazione dei visoni: "Allo stato non risulta una mutazione di questo vaccino, sembra che sia sufficientemente stabile, non ci sono evidenze scientifiche che portino a pensare che ci possano essere delle mutazioni".

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