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La Polizia critica il video di Gianna Nannini: “Istiga all’odio, noi non siamo maiali”

A scatenare la polemica è stata la clip della canzone “L’aria sta finendo” che si ispira chiaramente all’uccisione di George Floyd.

La Polizia critica il video di Gianna Nannini: “Istiga all’odio, noi non siamo maiali”

Credits: Instagram

Il video dell’ultima canzone di Gianna Nannini, “L’aria sta finendo”, sta facendo molto discutere. La clip è un cartone animato in cui non si vede solo la cantante in versione cartoon mentre canta il brano, ma anche altre scene, alcune delle quali chiaramente ispirate all’uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto negli Stati Uniti, l’episodio che ha fatto nascere il movimento Black Lives Matter che si è poi diffuso in tutto il mondo.

Nel video i poliziotti sono raffigurati con una testa di maiale e in alcune scene picchiano una persona di colore; in altre, invece, marciano in tenuta anti-sommossa. Poi vengono rappresentate anche altre cose che si riallacciano a temi attuali, come l’inquinamento, la schiavitù dei social, Trump (rappresentato come un clown) e così via.

Ciò che però ha destato maggiore scalpore è stata appunto la rappresentazione della Polizia. In un’intervista per Adnkronos, il Segretario Generale Italia Celere, il sindacato del Reparto Mobile della Polizia di Stato, Andrea Cecchini, ha rilasciato delle dichiarazioni sul tema: “Cantanti e opinionisti vedono fascismo dappertutto, ma non si azzardino ad accomunarci a regimi dittatoriali e ai maiali – ha sottolineato - Non accettiamo di vedere maiali in divisa antisommossa picchiare selvaggiamente e brutalmente delle persone di colore a terra, e non accettiamo più che le istituzioni non prendano mai una posizione”.

Secondo i rappresentanti delle forze dell’ordine, il video di Gianna Nannini istigherebbe all’odio e alla violenza: “Farci passare da razzisti e violenti è l’arte demagogica di una ideologia che chiede e vuole solo l’impunità per spacciatori, facinorosi e assassini – ha proseguito Cecchini - Ma a tutto c’è un limite, e questa è una diffamazione bella e buona, gravissima e aggravata”.

Il pensiero del Segretario Generale di Italia Celere è condiviso anche da altri esponenti del settore, come ad esempio Domenic Pianese, Segretario del sindacato di Polizia Coisp: “Alcune delle immagini contenute nel videoclip di Gianna Nannini sono inaccettabili, ingiuriose, violente e istigano all’odio sociale – ha dichiarato - sembra quasi che la cantante abbia voluto stigmatizzare l’operato degli agenti durante i disordini degli ultimi mesi legati alla pandemia di Coronavirus. E rappresentarli come maiali non fa altro che alimentare l’odio ne confronti di tutte le donne e gli uomini in divisa”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche alcuni esponenti politici che si sono uniti al coro, condannando la clip della rocker di Siena. Quando ha annunciato la pubblicazione del video, lo scorso dicembre, la cantante ha scritto sui social in proposito: “Spero vi schiarirà un po’ di idee per cominciare a pensare ad un futuro da difendere”. Di certo le immagini della clip sono molto forti e invitano a una riflessione, ma i poliziotti si sono sentiti offesi e ritengono il video davvero eccessivo.

Di fronte alle accuse, Gianna Nannini ha risposto su Twitter: “Non posso credere che una canzone d’amore come ‘L'aria sta finendo’ scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano. L' ‘Arte’ è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere. Purtroppo siamo tutti a conoscenza di tragici episodi in cui è capitato, vedi il caso di George Floyd negli USA. È per questo che nel video alcune istituzioni vengono raffigurate, per esempio, con volti di maiali e non di persone: proprio per evidenziare forme di potere degenerate e non umane – ha concluso - Love and peace sempre. Gianna”.

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